La mamma dei Carabinieri (Recensione di Martina Galvani)

La mamma dei Carabinieri

Recensione di Martina Galvani

Autori: Filippo Vitale e Alessio Puleo

Editore: Longanesi , La Gaja Scienza

Storia intensa e appassionante, ispirata alla vita di Mimma Lupo, ormai novantatreenne, nota a Palermo come “la mamma dei Carabinieri”.

Commovente e densa di eventi come un romanzo, l’esistenza della protagonista viene ora narrata in un’opera dove la mestizia del contesto è mitigata da uno stile scorrevole ed efficace. Mimma, sopravvissuta alla drammaticità di un destino senza sconti, trova ora conforto nell’”adottare” tutti quei giovani Carabinieri che, di fronte a casa sua, stazionano costantemente piantonando l’abitazione che fu del giudice Borsellino e in cui ora ne risiedono i familiari: quei ragazzi dell’Arma le ricordano il suo Giovanni, l’amato promesso sposo a cui fu sottratta, negli anni ’30, da una vile storia di mafia e da una trama sociologica ancora impreparata a figure femminili così determinate nel non volersi piegare alla dominante logica omertosa. Alessio Puleo (autore insieme a Filippo Vitale) è stato proprio uno di quei Carabinieri a cui Mimma Lupo ha fatto da “mamma”, portando cibo, bibite e conforto: rapito dalla figura minuta e decisa di questa donna, ha voluto consegnare al mondo la sua storia.

Il romanzo, ben costruito sul piano della narrazione, s’impone quasi “visivamente” al lettore, tanto che le parole divengono immediatamente immagini, persone, luoghi e colori, nella fluidità di una cifra che porta in sè l’eredità preziosa del Verismo, tipico della Sicilia di fine ‘800. Molti sono gli elementi che catturano l’attenzione: il coraggio della protagonista e la sua imprescindibile sorte di Cenerentola negata, l’amore distrutto dalle convenzioni sociali, il finale che suona come tardivo risarcimento, ma soprattutto lo slancio nei confronti di questi giovani servitori dello Stato, su cui Mimma proietta il ricordo del suo amato e perduto Giovanni, sublimando così in affetto materno il rimpianto per il suo sogno spezzato.

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Info su alessandrobon

Alessandro Bon nasce a Venezia il 30 luglio 1975. "Non mi son mai sentito uno scrittore" - dice spesso; eppure ha già pubblicato tre libri, e avuto riscontri da molti autori prestigiosi. Pubblica nel 2005 il libro "Gocce d'acqua in un mare di petrolio", la sua prima raccolta poetica; In quell'anno, dopo una grave fase bipolare, scrive il suo secondo libro: "Abbiate fede... il domani sarà meraviglioso"; un'autobiografia coraggiosa in cui racconta la sua vita e l'esperienza della psicosi. Sempre in quel periodo scrive oltre cento poesie, che 5 anni dopo diverranno la sua terza opera: "In una sera di novembre", raccolta poetica musicata dal Maestro Giuseppe Marotta, ex Direttore d'Orchestra del "Gran Teatro La Fenice".

Pubblicato il 21 settembre 2011, in Martina Galvani con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 commento.

  1. sono d’accordo. un ottimo lavoro.
    Buona serata

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