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Un servizio de “Le Iene” mi colpisce l’anima, una ragazza racconta delle vessazioni subite, delle percosse ricevute, della paura di vivere che ne consegue. Il bravissimo cronista identifica la donna che ha infierito in modo così atroce sulla povera Sara, e la va ad intervistare. La donna, che sembra chiamarsi Vera Emilio, ha un volto del Duce che accoglie i suoi ospiti, e all’inizio non vuole parlare con il bravo Paolo Calabresi, ma poi si presenta di fronte alle telecamere affermando che sarebbe stato chiarito tutto di fronte il giudice.

Ma questa donna non sa cosa vuol dire internet, e il potere che esso ha dato nelle mani di chi sa usarlo. Internet è democrazia, e come dice Beppe Grillo: “L’energia del futuro è l’intelligenza”. E questi ragazzi ne hanno da vendere. Organizzano un Gruppo su Facebook, e un Flash Mob di fronte il negozo Tezenis in cui è avvenuto il fatto incriminato. Sabato 16 aprile si ritrovano quasi 2000 persone di fronte questo negozio, e obbligano la titolare a chiudere. Ma il Flash Mob si ripete il sabato seguente, e anche questa volta il negozio è costretto ad abbassare le saracinesche.

Calzedonia decide di far intervenire una responsabile del loro Marchio, una brava ragazza, forse, che conferma la rimozione della “signora” Vera dal ruolo di gestrice del negozio, che fra l’altro ne possiede un altro. Ma questo ai ragazzi amici di Sara non basta. E non basta neppure a noi che la supportiamo. Serve uno sforzo maggiore da parte del gruppo: dovete risarcire Sara.
Se vogliamo analizzare quel che è accaduto possiamo notare i seguenti aspetti:

1) People have the power: è bastato pochissimo per organizzare una manifestazione che ha creato un precedente incredibilmente importante;
2) La rete è più forte se siamo noi più forti: i Flash Mob, e la rete stanno cambiando la realtà, e sempre più persone creano movimenti dinamici contro istituzioni statiche;
3) Il ruolo della TV: e qui c’è la nota negativa. E’ stata più potente la TV prima e la rete poi della Magistratura, e della Calzedonia che non hanno applicato il buon senso, prima che eventuali leggi, dimostrando che la “Società Civile” vale più delle istituzioni;
4) Danno di immagine: i video della protesta romana hanno surclassato in contatti le pubblicità del marchio Tezenis, e il silenziatore messo a questa vicenda ha causato un danno irreparabile. La rete non perdona, e d’ora in avanti chiunque cercherà il marchio di Calzedonia in internet troverà anche traccia della manifestazione. Alla ricerca Tezenis su Youtube, il primo filmato non sponsorizzato è quello della protesta, che ha 30.000 contatti più della pubblicità dal marchio prodotta.

E mentre i cervelloni di Calzedonia pensano a come arginare il danno di immagine il contatore corre, e il loro silenzio si fa complice.

E grazie a questi ragazzi, per una volta tanto, mi sento fiero di essere umano.

Forza Sara, non sei sola. Noi ci siamo.

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