Archivi annuali: 2019

Pàthei màthos, o sulla sofferenza come conoscenza

Un blog da seguire e da leggere attentamente

Δ.Nexus

«io sono convinto che l’uomo non rinuncerà mai alla vera, autentica sofferenza… Giacché la sofferenza è la vera origine della coscienza…  In realtà io continuo a pormi una domanda oziosa: che cos’è meglio, una felicità da quattro soldi o delle sublimi sofferenze? Dite su, che cos’è meglio?»

 F. Dostoevskij, Ricordi del sottosuolo

Il Ratto di Proserpina, Bernini, 1622 «Scendere agli Inferi è facile: la porta di Dite è aperta notte e giorno; ma risalire i gradini e tornare a vedere il cielo, qui l’opera, qui la vera fatica» Virgilio, “Eneide”

Páthei Máthos, la famosa citazione espressa in maniera memorabile nell’Agamennone di Eschilo, quando il coro intona il famoso Inno a Zeus:

Zeus, chiunque egli sia, se è questo il nome
Con cui gli è caro essere invocato,
così a lui mi rivolgo: nulla trovo cui compararlo,
pur tutto attentamente vagliando,
tranne Zeus, se veramente si deve gettar via
il vano peso dal proprio pensiero.
Ma chi…

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Gli uomini che non vedono la loro natura e immaginano di poter praticare in ogni momento l’assenza di pensiero sono dei bugiardi e dei pazzi. Precipitano nello spazio senza fine. Sono come ubriachi. Non sanno distinguere il bene dal male. Se hai intenzione di coltivare una tale pratica, devi vedere la tua natura prima di porre fine al pensiero razionale.

(Discorso sul flusso del sangue – Bodhidharma)

Se (Poesia per un figlio di Rudyard Kipling)

Se saprai mantenere la calma quando tutti intorno a te
la perdono, e te ne fanno colpa.
Se saprai avere fiducia in te stesso quando tutti ne dubitano,
tenendo però considerazione anche del loro dubbio.
Se saprai aspettare senza stancarti di aspettare,
O essendo calunniato, non rispondere con calunnia,
O essendo odiato, non dare spazio all’odio,
Senza tuttavia sembrare troppo buono, né parlare troppo saggio;

Se saprai sognare, senza fare del sogno il tuo padrone;
Se saprai pensare, senza fare del pensiero il tuo scopo,
Se saprai confrontarti con Trionfo e Rovina
E trattare allo stesso modo questi due impostori.
Se riuscirai a sopportare di sentire le verità che hai detto
Distorte dai furfanti per abbindolare gli sciocchi,
O a guardare le cose per le quali hai dato la vita, distrutte,
E piegarti a ricostruirle con i tuoi logori arnesi.

Se saprai fare un solo mucchio di tutte le tue fortune
E rischiarlo in un unico lancio a testa e croce,
E perdere, e ricominciare di nuovo dal principio
senza mai far parola della tua perdita.
Se saprai serrare il tuo cuore, tendini e nervi
nel servire il tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
E a tenere duro quando in te non c’è più nulla
Se non la Volontà che dice loro: “Tenete duro!”

Se saprai parlare alle folle senza perdere la tua virtù,
O passeggiare con i Re, rimanendo te stesso,
Se né i nemici né gli amici più cari potranno ferirti,
Se per te ogni persona conterà, ma nessuno troppo.
Se saprai riempire ogni inesorabile minuto
Dando valore ad ognuno dei sessanta secondi,
Tua sarà la Terra e tutto ciò che è in essa,
E — quel che più conta — sarai un Uomo,

figlio mio!

Il pescatore nel deserto (poesia)

Perso nel deserto del mio io,
nell’aridità della mia vita,
passeggiavo, cupo in viso,
lungo una distesa di sabbia.


Non v’era nulla all’orizzonte,
capace di restituirmi gioia
e amore per il vivere.

Sognavo la morte,
subdola sorella della tristezza,
baciare le mie labbra.

Il caldo mi soffocava,
il sudore grondava abbondante,
o forse eran lacrime?

Una palma,
piccola ed insignificante vidi di fronte a me…

…un uomo sdraiato sotto,
tranquillo cantava e…
pescava.

(A te amico dai capelli rossi)

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Artist Mariusz Warsinski

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Adulti vuoti versus Greta (o gli adolescenti.)

Non ho mai letto tante offese e tante teorie cospirative contro un adolescente come in questo periodo, non ho mai visto tanto accanimento e retorica verso una ragazzina come contro Greta. E devo dirvi che avete ragione dobbiamo colpire gli adolescenti che si ribellano al mondo costruito da noi adulti. Costruito da padri e madri che pensano più alla carriera che ad abbracciare i figli, più ai soldi e a dare il lusso a loro che a dargli orecchie per ascoltarli, spalle su cui piangere, braccia nelle quale trovare rifugio. Avete ragione, dobbiamo farli diventare nichilisti questi ragazzi, privi di idee, di ideali, meglio eroinomani e magari pronti a farsi selfie con labbra a culo di gallina o con addominali scolpiti. Contenitori vuoti, come la maggioranza di voi, in cui mettere le nostre idee e le nostre ideologie. Quasi il cento per cento degli adulti che ho incontrato erano inutili per me e per loro stessi. Gusci vuoti che anche se colti, riempiti di parole e concetti, non erano in grado di rimanere stupefatti di fronte a nulla mentre quando parlo con gli adolescenti vedo luce e speranza nei loro occhi, vedo amore per la vita e belle idee. Voi siete il nulla, cadaveri che camminano senza avere più alcun’altra speranza se non andare in pensione o comprarsi l’auto nuova. Loro sono il futuro, per questo cercate di spegnerli come siete spenti voi: voi invidiate la loro vitalità. La loro prospettiva di vita. La vostra candela ormai brucia solo perché è quello che deve fare, senza creare calore.

Immagine tratta da “Essi vivono.” di John Carpenter