Me ne andrò,
leggero come l’inchiostro,
senza far rumore.
Morirò da solo.
Perché così è stato,
perché così ho vissuto.
Sarò una piuma
volerò via,
per sempre.
E tu…
fingerai di avermi amato.
© Alessandro Bon
La mia terza raccolta di poesie
Il corpo è un tutt’uno,
nemmeno il grande scultore
potrebbe pensare ad una statua
senza anima.
Disegnare espressioni umane
su marmo duro e freddo
è compito di un Dio,
o di un Genio.
Nascesti nel Segno del Leone,
alato e non celeste,
ma terreno e Serenissimo.
Facesti riscoprire ai grandi del Mondo
Grecia ed… Egitto,
Mito, Arte, e Morte.
Solo da morto un uomo si spezza,
il corpo ritorna a casa,
il cuore resta imprigionato nel suo amore.
Un Dio riposa in un Tempio,
un Imperatore in una piramide…
e forse tu sei stato entrambi
Un suono acuto,
un gran trambusto.
La neve scende dalla montagna
senza trovare ostacoli
crescendo inesorabile
devastando tutto.
Al suo passaggio lascia un solco
ma non sembra accorgersene
e continua la sua folle corsa
Un nuovo grande boato:
la palla di neve esplode
contro un grande masso.
La vita passa in fretta,
i giorni, i mesi, gli anni,
si stratificano,
in un passato che sembra fagocitare la nostra vita.

Omaggio le tue labbra
assaporo la tua lingua
esploro il tuo piacere
mentre raggiungo l’estasi
Non pensare a me
come a un poeta
se questo ti impedisce di amarmi.
Non credere che io sia un filo d’erba
travolto dalla tempesta,
So essere anche quercia,
se la vita lo chiede.
So essere anche aquila,
se ho il vento a favore.
Non sono solo anima,
ma corpo caldo che ama,
ama amare ed essere amato.
Non pensare a me
come ad un poeta
se questo ti impedisce di osare.
Ama questo mio corpo,
seppur non bello,
seppur imperfetto ,
egli porta in sé la mia anima