Sul misticismo

Il misticismo non è «teoria», è una sensazione incessante e la constatazione, in se stessi e in tutto ciò che ci circonda, dei legami misteriosi, VIVI, indistruttibili di una persona con l’altra e, attraverso questo, con l’Ignoto. È una conoscenza religiosa e non un inconsapevole annebbiamento del cervello. […] I mistici non sono assolutamente matti, non sono stupidi, sono soltanto persone che in modo particolarmente vivido e diretto sentono i legami con l’«Altro» e li sentono non soltanto al momento della morte, ma nel corso di tutta la vita. (Aleksandr Aleksandrovič Blok)

Da “Come io vedo il mondo”

Sono assolutamente convinto che nessuna ricchezza al mondo possa far avanzare l’umanità, neppure se è nelle mani dei più fedeli lavoratori per questa causa. L’esempio di personaggi grandi e puri è l’unica cosa capace di produrre idee illustri e azioni nobili. Il denaro richiama solo l’egoismo e induce sempre, irresistibilmente, chi lo possiede ad abusarne. Qualcuno riesce ad immaginarsi Mosè, Gesù o Ghandi armati di borse di studio?
Da “Il mondo come io lo vedo” di Albert Einstein

Per ogni cosa c’è il suo momento… (Qoelet)

Qoèlet – Capitolo 3


La morte
[1]Per ogni cosa c’è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.

[2]C’è un tempo per nascere e un tempo per morire,
un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante.
[3]Un tempo per uccidere e un tempo per guarire,
un tempo per demolire e un tempo per costruire.
[4]Un tempo per piangere e un tempo per ridere,
un tempo per gemere e un tempo per ballare.
[5]Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli,
un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.
[6]Un tempo per cercare e un tempo per perdere,
un tempo per serbare e un tempo per buttar via.
[7]Un tempo per stracciare e un tempo per cucire,
un tempo per tacere e un tempo per parlare.
[8]Un tempo per amare e un tempo per odiare,
un tempo per la guerra e un tempo per la pace.

[9]Che vantaggio ha chi si dà da fare con fatica?

Da un’intervista a Carl Jung di Mircea Eliade

“Il problema centrale della psicologia è l’integrazione degli opposti. Lo si ritrova dovunque e a tutti i livelli. In Psicologia e alchimia mi sono occupato dell’integrazione di Satana. Perché, finché Satana non viene integrato, il mondo non è risanato né l’uomo redento. Ma Satana rappresenta il male: come può il male venire integrato? C’è una sola possibilità: assimilarlo, vale a dire sollevarlo al livello della coscienza. Questo si compie per mezzo di un processo simbolico molto complicato, che coincide grosso modo con il processo psicologico dell’individuazione. In alchimia questo processo si chiama congiunzione dei due principi. In realtà l’alchimia si assume e prosegue l’opera del cristianesimo; per gli alchimisti, il cristianesimo ha redento l’uomo ma non la natura, e il sogno dell’alchimista è di salvare il mondo nella sua totalità: la pietra filosofale era concepita come il filius macrocosmi, che redime il mondo, mentre Cristo, il filius microcosmi, ha redento l’uomo soltanto. Il fine ultimo dell’opus alchemico è l’apokatástasis, la salvazione cosmica”.
(Estratto da intervista a Jung di Mircea Eliade ad Eranos 1952 per la rivista “Combat: de la Résistance à la Révolution” del 9 ottobre 1952)

Moire (poesia)

Riparerò la mia anima
fatta d’acqua cristallina
con fili d’argento.

Cucirò assieme
il ghiaccio del mio cuore
e il fuoco che arde la mia mente.

Tesserò con la tela di un ragno
il mio destino.

E infine mi riscoprirò solo e fragile…
ma capace di creare il mio futuro.

(Alessandro Bon)