Una donna è

donna-rosa-safe_imageCos’è una donna?

Un dolce seno su cui dormire,
una spalla su cui piangere,
un corpo da mangiare,
una bocca con cui parlare.

Dolci capelli,
grandi occhi rivolti al mondo,
seno grande e tondo,
gambe lunghe e affusolate.

Una donna è
la compagna di un viaggio,
la figlia dei padri,
la madre dei figli.

Una donna è
l’unico motivo di vita,
la speranza di vita eterna.

Una donna è:
tutto ciò che provo se bacio te.

 

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Ali di plastica (Alessandro Bon)

2mxekokAvevo poggiato un paio d’ali su una finestra,
certo non avevan piume,
ma erano di plastica.

Quelle ali che alcuni mettono a carnevale,
soprattutto le bimbe per sembrar fate.
Non ricordo perché le avevo comprate,
non certo per me.

Avevo chiuso l’uscio della stanza,
e lasciato socchiuse le finestre,
poi, intorpidito dal sonno,
mi coricai a letto, solo come sempre.

Mi sveglia in cielo con immense ali d’aquila,
sorvolavo la pianura padana,
mi sentivo finalmente vivo,
leggero come un aliante.

Gli occhi vedevano il mondo di sotto,
il cuore batteva forte,
e finalmente capivo le proporzioni delle cose,
ma anche delle persone.

Ero a letto quando mi svegliai,
e non avevo più ali,
né d’aquila sulle spalle,
né da fata sulla finestra.

Giù, nel cortile, una bimba cantava,
le ali da fata la facevano sognare,
e io mi ricordai perché le avevo sulla finestra,
erano cadute dal piano di sopra sul terrazzo…

Eppure, ero stato aquila anch’io…
Pur sempre con ali da fata,
pur sempre con ali di plastica.

© Alessandro Bon

Sull’anima ( Platone – Fedro)

white flower growing on crack street in sunbeam, soft focus

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L’anima se ne sta smarrita per la stranezza della sua condizione e, non sapendo che fare, smania e fuor di se non trova sonno di notte né riposo di giorno, ma corre, anela là dove spera di poter rimirare colui che possiede la bellezza. E appena l’ha riguardato, invasa dall’onda del desiderio amoroso, le si sciolgono i canali ostruiti: essa prende respiro, si riposa delle trafitture e degli affanni, e di nuovo gode, per il momento almeno, questo soavissimo piacere. […] Perché, oltre a venerare colui che possiede la bellezza, ha scoperto in lui l’unico medico dei suoi dolorosi affanni. Questo patimento dell’anima, mio bell’amico a cui sto parlando, è ciò che gli uomini chiamano amore.

Le mani di un vecchio (Alessandro Bon)

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Hai mai guardato il mondo dall’alto dei monti,
hai mai remato in canali che sembrano fermi,
ma che d’improvviso s’infuriano?

Hai mai cercato di capire
perché la pelle dei vecchi
diventa rugosa?

Il mondo è fatto di placche che si scontrano,
dando luogo a monti altissimi,
e fiumi che scavano letti profondi e meravigliosi.

Cerca di essere dolce coi vecchi.
Perché le loro mani sono rovinate,
dagli scontri dell’anima con il tempo.

Dal libro “In una sera di novembre” di Alessandro Bon

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A mio padre (Alessandro Bon)

577396_356146377776179_1697044680_nLunghi silenzi,
giorni senza parlarci,
ore senza vederci.

Tu grande montagna,
tu infaticabile lavoratore,
tu uomo grande e Grande uomo.

Esempio di vita.
Vita passata a lavorare,
vita trascorsa ad amare.

Amare una donna,
amare due figli.

Calli grandi sulle mani,
fronte ampia e saggia.

Questo sei tu:
Padre mio.

La poesia è del 2001 da allora capro papà quanto sei cambiato. E ora siamo più uniti