Barca di carta

63775_832520066800638_3590694911271205919_n

 

Barca di carta (poesia)

Costruire una barca di carta,
ammirandola viaggiare verso lidi lontani.

Ascoltare in lontananza canzoni,
intonate da grilli felici.

Rincorrere insetti per catturarli,
e sogni per viverli.

Vedere affondare la barca,
in un laghetto, che è tanto piccolo
che pare il luogo migliore in cui poter morire.

© Alessandro Bon

Photo by Lidia Lidina 

Questa poesia è contenuta nella raccolta “In una sera di novembre

 

Porte

10394067_825920504127261_6350822476116341635_n

Di fronte le porte,
chiuse da troppo tempo,
del mio cuore
ho due guardiani.

L’uno è l’Ira,
l’altro è l’Inerzia.
Essi governano le porte,
essi le chiudono all’amore.

Nessuno può entrarvi,
senza ch’essi vogliano.
Io stesso, prigioniero,
non amo più.

Le porte del mio cuore,
come quelle dell’inferno,
hanno delle chiavi,
ma nessuno che le possegga.

© Alessandro Bon

Immagine Unlock © Christian Schloe

Il bacio

550 (2)

Il bacio è un omaggio alla sessualità, la lingua esplora e conosce molto più a fondo di ogni altro organo. Quando ti bacio sento il tuo sapore, cambia in base a ciò che mangi, ma dentro di me è sempre uguale. Ruvide le papille gustative si incontrano, umida la tua lingua, e quando la sento muoversi dentro la mia bocca percepisco di cosa hai bisogno. Sento il tuo desiderio, la tua passione, o la tua dolcezza. A volte la tua lingua mi dice: voglio esser tua. Altre volte: prendimi e fammi sentire donna. Si muovono le lingue, e si esplorano, si parlano, cercano di capirsi, e di fare a loro modo l’amore, mentre fra le gambe i nostri sessi si cercano, desiderano unirsi, uno dentro l’altro, e altre sensazioni proveremo. Perché nel sesso l’uomo è accolto dalla donna, ma nel bacio ci si lascia esplorare, conoscere, capire. Ti giuro: a volte trascorrerei l’eternità a baciarti. 


© Alessandro Bon

Assaporo la tua essenza

iltuoprofumoTi odio
come si odia il buio
perché in esso si nasconde
l’oscuro desiderio

Mi hai spalancato la mente
come una donna spalanca le gambe,
per portare l’uomo in sé
per farlo godere del proprio peccato.

In te ho trovato l’oblio
la ferocia del corpo
il sangue e il sudore
ciò che cercavo e a me negavo

Respingo la tua presenza
un corpo capiente
che in sé contiene
di me il piacere
della conoscenza.

Mordo le tue labbra
e assaporo la tua essenza

© Alessandro Bon

Ti racconterò di noi uomini.

10448522_820042788048366_1747722885103321200_oTi racconterò dell’esser uomo.

Del dover fare il primo passo in amore,
di dover essere sempre
colui che sconfigge il drago
e salva la principessa.

Del senso di colpa atavico
che ci portiamo dentro,
perché il mostro è sempre l’uomo,
ha sempre il pene.

Della follia delle donne
disperate e acide che ci odiano,
perché non sanno farsi amare.

Della nostra potenza
sessuale che si erge,
mentre la testa si chiede
se saremo abbastanza.

Dell’umido e caldo rifugio
che ci accoglie nel corpo di donna,
che sa di casa,
che sa di vita,
che genera piacere e rinascita

Ti racconterò di noi uomini.

Le cui donne spesso non conoscono
Il peso che portiamo sul petto,
e non capiscono che abbiamo bisogno di aver donne,
madri, amanti, amiche…

Ma soprattutto di esser umani.
© Alessandro Bon

16/02/2015