Il delinquente e il disabile: favola moderna

Un criminale aveva ucciso un uomo, e non era il primo. Di fronte il magistrato aveva raccontato di essere pentito, che non l’avrebbe mai più fatto.

Il magistrato tenendo conto delle attenuanti, del fatto che veniva da un ambiente dove il crimine era di casa, gli ridusse la pena. Invece di cinque anni, lo condannò a sei mesi, che in virtù della legge divennero una multa e dei lavori socialmente utili.

Alla fine della pena, il comune lo aiutò a trovare un lavoro e a reinserirlo nella comunità. Divenne bravo e corretto. Sposò una graziosa ragazza, ed ebbe dei figli.

Di fronte a Dio disse: se non avessi ucciso quell’uomo, la mia vita sarebbe stata peggiore. Ringrazierò per sempre il buon Dio che mi ha dato questa possibilità. Essere un criminale paga nel suo mondo.

Sul letto di morte c’era anche un disabile. Lui non aveva stuprato nessuna donna, in realtà non aveva mai amato, né era stato amato. Non era stato aiutato dal comune ad inserirsi nella comunità, non aveva avuto una bella moglie e dei bei figli, nè un lavoro, pochi euro al mese di pensione, che grazie ai risparmi dei genitori gli avevan permesso di vivere, certamente non tranquillo.

Di fronte a Dio si inchinò, e lo pregò: dammi una nuova vita. Fammi essere sano, e io ucciderò per essere felice… perché so che nel mondo da te creato, è meglio avere un animo mostruoso, che problemi di salute…

Licenza

Licenza Creative Commons
Questo testo è di Proprietà intellettuale di Alessandro Bon può essere usato solo citando l’autore Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 2.5 Italia License.

Un errore (Poesia)

Voi, non potete capire,
cosa sia per me
il Vivere.

L’attesa crudele,
asfissiante e, purtroppo,
dovuta della morte.

Tutti dobbiamo morire,
tutti nasciamo per poi…
non voglio piangere. Continua a leggere “Un errore (Poesia)”

La valanga (poesia)

Un suono acuto,
un gran trambusto.

La neve scende dalla montagna,
senza trovare ostacoli,
crescendo inesorabile,
devastando tutto.

Al suo passaggio lascia un solco,
ma non sembra accorgersene,
e continua la sua folle corsa.

Un nuovo grande boato:
la palla di neve esplode
contro un grande masso.

La vita passa in fretta,
i giorni, i mesi, gli anni,
si stratificano,
in un passato che sembra fagocitare la nostra vita.

Imparare a soffrire (poesia)

Ho coperto di cenere il mio cuore
per poterlo riscaldare
durante i giorni bui
della mia vita.

Avvolto i miei occhi
in teli bagnati
per imparare a piangere.

Immerso le mani nel fango
per scoprire che se si tocca il fondo
c’è sempre del buono da trovare.

Gettato la mia anima nella tempesta
per poterla riavere più forte.

Solo così ho imparato a soffrire.

Video interpretazione

Licenza

Licenza Creative Commons

Questo testo è di Proprietà intellettuale di Alessandro Bon può essere usato solo citando l’autore Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 2.5 Italia License.

Eppure T’Amo

Una stella cade,
una lacrima scende,
c’ è freddo nella sera,
c’ è freddo nel mio cuore.

Dove sei mio amore?
Dove sei mia luce?

Venere mia amata
non ti ho mai incontrata…

Eppure t’ amo.