Non rassomiglio agli altri tuoi amanti, mia signora
Se un altro ti donasse una nuvola
Io ti darei la pioggia
Se ti desse un lume
Io ti donerei la luna
Se ti donasse un ramo germogliato
Io tutti gli alberi
E se un altro di donasse una nave
Io ti darei l’intero viaggio.
Io sono il poeta del Corpo, io sono il poeta dell’Anima, i piaceri
del cielo sono con me e le sofferenze dell’inferno sono con me,
i primi li innesto e li faccio crescere su me stesso, questi ultimi
li traduco in una nuova lingua. Sono il poeta della donna come dell’uomo,
e dico che è grande essere donna come essere uomo, e dico che non
c e niente di più grande che la madre degli uomini. Io canto la
canzone dell’espansione e dell’orgoglio, abbiamo avuto abbastanza
inchini e deprecazioni, io mostro che la grandezza è soltanto sviluppo.
Hai superato tutti gli altri? sei il Presidente? È una sciocchezza,
si arriverà anche più in là, si andrà oltre. Io sono colui che cammina
con la tenera notte che cresce, io chiamo la terra ed il mare per
metà occupati dalla notte. Fatti più vicina, o notte dai seni denudati,
fatti più vicina magnetica nette che nutri! Notte dei venti del
sud – notte di poche larghe stelle! calma notte chinata – folle
e nuda notte d’estate. Sorridi voluttuosa terra dal fresco respiro!
Terra di dormienti, liquidi alberi! Terra del tramonto andato –
terra delle montagne dalle vette di nebbia! Terra del vitreo scorrere
della luna piena tinta di blu! Terra dello splendore e dell’oscurità
che screziano l’acqua del fiume! Terra del limpido grigio di nuvole
più vivide e più chiare per amor mio! Terra che si stende lontano
a gomito – terra ricca di meli in fiore! Sorridi, il tuo amante
arriva, Prodiga, tu mi hai dato amore – perciò io a te do amore!
Oh indicibile, appassionato amore.
Vieni, tu che sei mia
nella mia notte.
Crea, tu che sei mia
La mia notte:
quieta questa quiete.
Calma questa calma. Annega
Questa morte. Allarga
Questa stanza. Abbatti questo muro.
Alza questo cielo. Dona pace
A queste ombre. Falcia
Questa pioggia. Rendi musica
Queste lacrime. Fai fiorire
Queste mani.
Seppellisci queste parole. Guarisci
Questi occhi.
Diventa la mia notte.
Sii
La mia notte.
In questa nostra spaziosa terra,
tra l’incommensurabile volgarità e le scorie,
chiuso e sicuro nel suo cuore centrale,
si annida il seme della perfezione.
(Walt Whitman)
Spesso per divertirsi, gli uomini della ciurma
catturano degli albatri, maestosi uccelli marini,
che, indolenti compagni di viaggio, seguono
le navi che solcano gli abissi amari.
E, ora che li hanno appena deposti sul ponte,
questi sovrani dell’azzurro, impotenti e vergognosi,
pietosamente abbandonano le loro grandi ali candide
come remi trascinati ai loro fianchi.
Com’è sgraziato e maldestro questo alato viaggiatore!
Lui, prima così bello, com’è ridicolo e brutto!
Qualcuno con una pipa gli tortura il becco,
un altro, zoppicando, irride lo storpio che volava.
Il Poeta somiglia al principe dei nembi,
che dimora nella tempesta e ride dell’arciere;
esule sulla terra in mezzo ai fischi,
le sue ali di gigante gli impacciano il cammino.