L’uomo non è fatto per la sconfitta. Un uomo può essere distrutto, ma non può essere sconfitto.
(Il Vecchio e il mare)
Ernest Hemingway
Categoria Protagonisti
Il Monologo sulla democrazia di Pericle
Qui ad Atene noi facciamo così.
Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza.
Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.
Qui ad Atene noi facciamo così.
La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo.
Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo.
Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa.
E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benché in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla.
Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia.
Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore.
Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell’Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé una felice versalità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.
Benedizione apache
Che il sole ti porti
nuova energia ogni giorno,
che possa la luna
ristorarti dolcemente la notte,
possa la pioggia
lavare le tue preoccupazioni,
e la brezza portare
una ventata di aria fresca
nel tuo essere,
e che tu possa
camminare dolcemente
attraverso il mondo
e conoscere la sua bellezza
tutti i giorni!
Il “Figlio spirituale” nasce dall’accettazione di anima e animus in noi
“Se si è scrutato e reso cosciente l’elemento eterosessuale della propria Anima [La donna interiore nell’uomo, e Animus l’uomo interiore nella donna] ci si è resi padroni di sé, delle proprie emozioni e dei propri affetti: ciò significa anzitutto effettiva indipendenza, ma significa pure solitudine, quella solitudine dell’uomo “interiormente libero” che nessuna relazione amorosa o collaborazione può più gettare in catene, per il quale l’altro sesso ha perduto il suo carattere inquietante, perché egli ha appreso a conoscerne i tratti essenziali nella profondità della propria anima.
Un uomo di tal genere non potrà nemmeno più essere “innamorato” perché non potrà più perdersi in un altro, ma sarà ancor più capace di profondo “amore”, inteso come cosciente dedizione al Tu…soltanto nell’età matura diventa una necessità occuparsi di questo problema.
Nella prima metà della vita l’unione con l’altro sesso mira più che altro al congiungimento fisico, per far nascere il “figlio corporale”, frutto e continuazione dei genitori, nella seconda età della vita ciò che conta è invece la “coniunctio” psichica, l’unione con il compagno o la compagna dell’altro sesso nell’ambito del proprio mondo interiore e con chi ne porta l’immagine nel mondo esterno, affinché nasca il “figlio spirituale” e dia durevole frutto all’essenza spirituale dei due compagni”
Jolande Jacobi – dal libro “La psicologia di C.G.Jung”
Da “Come io vedo il mondo”
Sono assolutamente convinto che nessuna ricchezza al mondo possa far avanzare l’umanità, neppure se è nelle mani dei più fedeli lavoratori per questa causa. L’esempio di personaggi grandi e puri è l’unica cosa capace di produrre idee illustri e azioni nobili. Il denaro richiama solo l’egoismo e induce sempre, irresistibilmente, chi lo possiede ad abusarne. Qualcuno riesce ad immaginarsi Mosè, Gesù o Ghandi armati di borse di studio?
Da “Il mondo come io lo vedo” di Albert Einstein


