Ho sceso dantoti il braccio

Concavo e convesso /Maurits Cornelis Escher)

 

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, nè più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.

Così rimango in te

Così,
rimango in te,
passeggio a lungo per le tue braccia e le tue gambe,
salgo fino alla tua bocca, mi affaccio
all’orlo dei tuoi occhi,
ti giro intorno al collo,
ti scendo lungo la schiena,
cambio rotta per percorrere i tuoi fianchi,
ricomincio da capo,
riposo sul tuo costato,
guardo le nuvole che ti passano sulle labbra rosse,
saluto gli uccelli che ti attraversano la fronte,
e se chiudi gli occhi, anch’io li chiudo
e dormo alla tua ombra come se fosse estate
per sempre,amore,
pensando vagamente
al mondo inquietante
che si stende – impossibile – dietro il tuo sorriso.

Angel González Núñez

Il “Figlio spirituale” nasce dall’accettazione di anima e animus in noi

“Se si è scrutato e reso cosciente l’elemento eterosessuale della propria Anima [La donna interiore nell’uomo, e Animus l’uomo interiore nella donna] ci si è resi padroni di sé, delle proprie emozioni e dei propri affetti: ciò significa anzitutto effettiva indipendenza, ma significa pure solitudine, quella solitudine dell’uomo “interiormente libero” che nessuna relazione amorosa o collaborazione può più gettare in catene, per il quale l’altro sesso ha perduto il suo carattere inquietante, perché egli ha appreso a conoscerne i tratti essenziali nella profondità della propria anima.

Un uomo di tal genere non potrà nemmeno più essere “innamorato” perché non potrà più perdersi in un altro, ma sarà ancor più capace di profondo “amore”, inteso come cosciente dedizione al Tu…soltanto nell’età matura diventa una necessità occuparsi di questo problema.

Nella prima metà della vita l’unione con l’altro sesso mira più che altro al congiungimento fisico, per far nascere il “figlio corporale”, frutto e continuazione dei genitori, nella seconda età della vita ciò che conta è invece la “coniunctio” psichica, l’unione con il compagno o la compagna dell’altro sesso nell’ambito del proprio mondo interiore e con chi ne porta l’immagine nel mondo esterno, affinché nasca il “figlio spirituale” e dia durevole frutto all’essenza spirituale dei due compagni”


Jolande Jacobi – dal libro “La psicologia di C.G.Jung”

Spiegami l’amore (Alessandro Bon)

Adele Bloch Bauer ritratta da Klimt.

Spiegami l’amore

Spiegami l’amore tu
piccolo fiore nato lontano
che cerca le sue radici
nell’amore per il mondo.

Spiegami l’amore tu
figlia del deserto
rosa senza spine
circondata da filo spinato.

Spiegami l’amore tu
così piccola per esser dio
così grande per contenere l’universo
così donna da avere tutto me stesso.

Spiegami l’amore tu
ma fallo davvero
possedendo la mia anima
dopo aver avuto il mio corpo.

 

(Mia poesia tratta da “La persistenza della Memoria”)

Schiavi della vita moderna – Yukio Mishima

“Confessioni di una maschera” di Yukio Mishima

Credere che si debba essere felici per il solo fatto di vivere, pur conducendo un’esistenza orrenda, è un modo di pensare da schiavi; pensare che sia piacevole avere una vita ordinaria e confortevole, è il modo di provare emozioni degli animali; gli uomini, però, diventano ciechi pur di non vedere che non vivono e non pensano da esseri umani. La gente si agita davanti a un muro buio e sogna di comprare lavatrici elettriche e televisori, aspetta con ansia il domani anche se esso non porterà a niente. Ed è lì che compaio io, e per il solo fatto che mostro la realtà nella sua crudezza, si scatena un gran trambusto, tutti si terrorizzano, si ammazzano o compiono un doppio suicidio. Io mostro la forma esatta del tempo, come le vendite rateali o le assicurazioni, soltanto che di sicuro sono più gentile; e poi metto in evidenza il tempo che rotola, quello obliquo, quello accelerato, vale a dire il tempo reale; invece gli addetti alle vendite rateali mostrano il tempo del finto perbenismo, quello piatto, quello edulcorato. (La casa di Kyōko – Yukio Mishima)