Questa sera di Venezia (Armando Romero)

Desidero a piena luce
questa sera di Venezia
per decifrare con lei
gli arcani del tuo sorriso.

Desidero che ti sommerga
nel mistero
di pietre consumate e legni
per trovarti poi
nel disfarsi dei palazzi.

Dammi la fortuna
di vedere che ti dissolvi
negli oboe di Vivaldi,
nelle tele del Bellini.

Dammi nell’andare del tuo corpo
il colpo dei remi
sotto le barche di Rialto.

E se a piena luce
sei qui oggi
solo per un istante,
non tornare alla tua terra
questa sera.

Donerò il mio cuore a chi (Yosano Akiko)

Donerò il mio cuore a chi mi chiederà
Cosa è per me l’amore.

Come una piccola pagoda è per me l’amore.
Le sue fondamenta sono la vita di due persone
Il pilastro portante l’affetto
I piani sapienza e arte
E di sudore e sangue verniciate
le sue pareti non sono.

Questa pagoda non ha limiti.

Si accresce giorno dopo giorno
E né Vento né Pioggia la intaccano.

Ecco, la mia pagoda la costruisco qui
In un posto umile, piccolo

Dove spesso neanche il sole penetra
Come nelle fredde giornate di febbraio, sempre.

Ma il mio unico desiderio è che
Qui dentro, per quanto debole
Ci sia sempre anche un solo
Piccolo
Flebile
raggio di luce.

Il Barone rampante (Italo Calvino)

A ognuna è data la sua penitenza, qui in convento, il suo modo di guadagnarsi la salvezza eterna. A me è toccata questa di scriver storie: è dura, è dura. […] Ma la nostra santa vocazione vuole che si anteponga alle caduche gioie del mondo qualcosa che poi resta. Che resta… se poi anche questo libro, e tutti i nostri atti di pietà, compiuti con cuori di cenere, non sono già cenere anch’essi… più cenere degli atti sensuali là nel fiume, che trepidano di vita e si propagano come cerchi nell’acqua… Ci si mette a scrivere di lena, ma c’è un’ora in cui la penna non gratta che polveroso inchiostro, e non vi scorre più una goccia di vita, e la vita è tutta fuori, fuori dalla finestra, fuori di te, e ti sembra che mai più potrai rifugiarti nella pagina che scrivi, aprire un altro mondo, fare il salto. Forse è meglio così: forse quando scrivevi con gioia non era miracolo né grazia: era peccato, idolatria, superbia. Ne sono fuori, allora? No, scrivendo non mi sono cambiata in bene: ho solo consumato un po’ d’ansiosa incosciente giovinezza. Che mi varranno queste pagine scontente? Il libro, il voto, non varrà più di quanto tu vali. Che ci si salvi l’anima scrivendo non è detto. Scrivi, scrivi, e già la tua anima è persa. (VII; pp. 60-61 Italo Calvino – Il cavaliere inesistente)

Al Partigiano Vianello (Poesia)

Autore Joel Robinson

Autore Joel Robinson

Vi era un albero vicino casa mia,
quand’ero bimbo.

D’autunno le foglie
ricoprivano il viale d’ingresso,
e lo coloravano di rosso.

Mia madre sbuffava
quando le raccoglieva
protestando fra sé e sé
contro i vicini.

Ora quell’albero non c’è più,
e manca a mia madre
quel rito autunnale
che le ricordava
il cambio di stagione.

O forse le manca il vecchio partigiano Vianello
che si scusava delle foglie cadute
come i Soldati di Ungaretti…
e che a lui erano così cari.

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La vera prigione (Ken Saro Wiwa)

http://xnnxkx.deviantart.com/

Disegno di xnnxkx di Annika dal sito http://xnnxkx.deviantart.com/

Non è il tetto che perde
Non sono nemmeno le zanzare che ronzano
Nella umida, misera cella.
Non è il rumore metallico della chiave
Mentre il secondino ti chiude dentro.
Non sono le meschine razioni
Insufficienti per uomo o bestia
Neanche il nulla del giorno
Che sprofonda nel vuoto della notte
Non è
Non è
Non è.
Sono le bugie che ti hanno martellato
Le orecchie per un’intera generazione
È il poliziotto che corre all’impazzata in un raptus omicida
Mentre esegue a sangue freddo ordini sanguinari
In cambio di un misero pasto al giorno.
Il magistrato che scrive sul suo libro
La punizione, lei lo sa, è ingiusta
La decrepitezza morale
L’inettitudine mentale
Che concede alla dittatura una falsa legittimazione
La vigliaccheria travestita da obbedienza
In agguato nelle nostre anime denigrate
È la paura di calzoni inumiditi
Non osiamo eliminare la nostra urina
È questo
È questo
È questo
Amico mio, è questo che trasforma il nostro mondo libero
In una cupa prigione.