Gli uomini sono come le tre farfalle
davanti alla fiamma di una candela
la prima si avvicinò e disse :
io conosco l’amore
la seconda sfiorò la fiamma con le sue ali e disse :
io conosco “la scottatura” dell’amore
la terza si gettò in mezzo alla fiamma
e si bruciò
solo lei conosce il vero Amore
(dal film Bab’Aziz il principe che contemplava la sua anima)
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Il Cammino dell’uomo (Martin Buber)
Cominciare da sé stessi: ecco l’unica cosa che conta. In questo istante non mi devo preoccupare di altro al mondo che non sia questo inizio. Ogni altra presa di posizione mi distoglie da questo mio inizio, intacca la mia risolutezza nel metterlo in opera e finisce per far fallire completamente questa audace e vasta impresa. Il punto di Archimede a partire dal quale posso da parte mia sollevare il mondo è la trasformazione di me stesso. Se invece pongo due punti di appoggio, uno qui e l’altro là, nell’anima del mio simile in conflitto con me, quel punto sul quale si era aperta una prospettiva, mi sfugge immediatamente.
Martin Buber (Il Cammino dell’uomo)
Il valore degli anziani
In molti popoli nomadi esiste una leggenda che narra di un tempo in cui gli anziani erano lasciati a morire perché ritenuti un peso troppo grande da essere portato appresso alla tribù. Un giorno durante un evento tragico, non ricordo se un’epidemia o una carestia, si scoprì che una donna del villaggio aveva lasciato in vita il vecchio padre e questi interpellato dai giovani capi tribù ricordò loro come molti anni addietro, quando essi non erano neppure nati, la tribù sopravvisse a una calamità simile e il suo ricordo salvò la tribù. Fu da allora che gli anziani vennero risparmiati e che divennero un punto di riferimento per i giovani.
A chi dice che i giovani hanno molta più strada da percorrere dei vecchi do ragione, ma i vecchi quella strada spesso l’hanno già percorsa e sanno dare buoni consigli per non perdere la via.
Il guerriero che cacciò la propria ombra (Alessandro Bon)
Nelle praterie americane vi era un indiano Lakota che non riusciva a legare con nessuno all’interno della sua tribù. Era sempre triste e aveva mille paure. Si sentiva diverso dagli altri guerrieri, e mal sopportato. Fu per questo che una notte chiese a Wakan Tanka di distruggere la sua ombra: il suo lato oscuro.
Il dio generatore del mondo lo accontentò e la portò via con sé durante la notte.
Il guerriero non sapeva che l’ombra non era solo fonte di paure e di sconforto, ma era una parte fondamentale di sé. Cosa sarebbe stato senza questa parte della sua identità?
I giorni passavano e lui non temeva nulla e nessuno, combatteva contro i Crow, cacciava i bisonti come mai aveva fatto, era rispettato e temuto da tutti. Temuto si: perché non aveva paura di nulla. E chi non teme mette sgomento, suggestione. Così si ritrovò ancora solo, ancora evitato da tutti, e mentre prima i bambini lo adoravano, ora lo evitavano.
Ogni giorno che passava capiva che qualcosa non andava in lui, che era sempre felice: troppo su di giri. Non sapeva contenersi ed era violento e privo di pudore.
Da un certo lato questa nuova vita gli piaceva, ma quando si girava e vedeva che era privo di ombra capiva di non essere più lo stesso di prima.
Una sera pregò Wakan Tanka di restituirgli l’ombra, aveva anche bisogno di esser triste, aver paura, piangere, per essere un uomo… Spesso si impara di più nella sofferenza che nella felicità. E le sconfitte fanno maturare.
Il dio Sioux gli restituì l’ombra, che era impaurita e sola. Perché anche l’ombra ha bisogno di essere amata.
In fin dei conti un uomo senza ombra può essere un uomo vero?
“…il cuore dell’uomo è incapace di stare un giorno senza gioia.”
“Quando i venti soffiano intensi e le piogge cadono impetuose,
persino gli uccelli più piccoli si sentono tristi e atterriti.
Quando i cieli diventano limpidi e le brezze spirano vivaci,
i prati e i boschi si riempiono di gioia e freschezza.
Da ciò si evince che
il Cielo e la Terra sono incapaci di stare un giorno senza armonia;
il cuore dell’uomo è incapace di stare un giorno senza gioia.”
(Hung Ying-ming, Lo spirito libero, Edizioni Mediterranee 2013.)