È strano, ma vogliono arare la terra, e sono malati di avidità. Hanno fatto molte leggi, e queste leggi i ricchi possono infrangerle, ma i poveri no. Nella loro religione i poveri pregano, i ricchi no. Tolgono denaro ai poveri e ai deboli per sostenere i ricchi e i potenti. (Toro Seduto)
I politicanti sono i camerieri dei banchieri. (Ezra Pound)
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Liber(at)i dal possesso
La vita che vivi la misura il tuo volere, quello cui
sei attaccato, quel che vuoi desiderare, non
avere desideri, non volere possedere, non sarai
posseduto dal volere.
(La norma del cielo – Claudio Rocchi)
Video estratto dall’ottavo episodio episodio, “Il soldato”, della seconda stagione della serie televisiva “Kung Fu” (1972-1975)
La Valanga
Un suono acuto,
un gran trambusto.
La neve scende dalla montagna,
senza trovare ostacoli,
crescendo inesorabile,
devastando tutto.
Al suo passaggio lascia un solco,
ma non sembra accorgersene,
e continua la sua folle corsa.
Un nuovo grande boato:
la palla di neve esplode
contro un grande masso.
La vita passa in fretta,
i giorni, i mesi, gli anni,
si stratificano,
in un passato che sembra fagocitare la nostra vita.
Questa poesia fa parte della raccorta “La persistenza della memoria” uscita nel 2016. Ed Youcanprint
Licenza
“…il cuore dell’uomo è incapace di stare un giorno senza gioia.”
“Quando i venti soffiano intensi e le piogge cadono impetuose,
persino gli uccelli più piccoli si sentono tristi e atterriti.
Quando i cieli diventano limpidi e le brezze spirano vivaci,
i prati e i boschi si riempiono di gioia e freschezza.
Da ciò si evince che
il Cielo e la Terra sono incapaci di stare un giorno senza armonia;
il cuore dell’uomo è incapace di stare un giorno senza gioia.”
(Hung Ying-ming, Lo spirito libero, Edizioni Mediterranee 2013.)
Vite in guerra
Germogliava l’amore,
crescevano le prime foglie,
s’alzava il fusto della pianta,
e si faceva casa.
Io radice davo forza a te,
mia pianta meravigliosa,
che germogliando davi vita.
Le stagioni dell’amore
mutavano i nostri corpi,
e con essi la nostra storia.
Cercavo di sorreggerti mio albero,
aggrappandomi alla terra
io radice di nascosto ti nutrivo.
E tu germogliavi e davi vita.
Forte un sibilo attraversò il cielo,
luce tetra, troppo intensa,
e vidi te, mia pianta accasciarti,
e al tuo fianco i nostri frutti.
Cercavo di sorreggerti mio albero,
aggrappandomi alla terra,
ora solo questa posseggo,
ed è arida senza più te che germogli.
———> E’ uscito il mio quarto libro: La persistenza della memoria:
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