La lacrima e il fiocco di neve

 

Lenta cadeva la neve
un vento dolce soffiava,
e un fiocco si lasciava cullare
sembrava danzasse.

Una ragazza vestita d’azzurro
piangeva, la sua figura stonava
fra i giochi dei bimbi
e il bianco della neve.

Una lacrima cadde
trasparente come un’anima,
aspra come la vita.

Veloce un vento gelido
segnò i volti,
e la goccia e il fiocco di neve,
sospesi nell’aria,
si amarono.

Una goccia cadde a terra.
Sembrava rugiada.

 

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—-> La persistenza della memoria

Disponibile in Ebook o cartaceo.

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Questo testo è di Proprietà intellettuale di Alessandro Bon può essere usato solo citando l’autore Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 2.5 Italia License.

Nel mutar degli anni (Algernon Charles Swinburne)

cuore_chiodiNel mutar degli anni, nella spirale delle cose,
nel clamore, nel rumore della vita futura,
noi, bevendo amore alle più lontane fonti,
protetti dall’amore come da un albero,
saremmo divenuti simili agli angeli, lassù,
pieni d’amore dal cuore alle labbra,
stretti nella sua mano, nel calore delle sue ali,
o amore, mio amore, se tu mi avessi amato!

Fermi come le stelle saremmo stati,
e ci saremmo mossi come si muove la luna,
che ama il mondo; avremmo visto
il dolore sparire come cosa rifiutata,
e la morte consumarsi come una cosa triste.
Due metà di un cuore perfetto, un’anima
Stretta all’altra dinanzi al cadere degli anni;
se una volta mi avessi amato, ma non mi hai amato;
se avessimo avuto fortuna, ma non l’abbiamo avuta.

Andrò per la mia strada, sul mio cammino,
riempirò i giorni del mio quotidiano respiro
con effimere cose di cui non far tesoro,
farò come fa il mondo, dirò quello che dice.
Ma se non ci fossimo amati…
Se tu avessi sentito sotto i tuoi piedi,
il mio cuore battere forte dal piacere
e calpestato farsi polvere e morire,
non avrei accettato la mia vita e dato
tutto quello che la vita e gli anni concedono,
il vino e il miele, il balsamo e il lievito,
i sogni elevati e le speranze cadute.
Vieni vita, vieni morte, e basta parole!
Dovrei perderti vivendo e morto tormentarti?
Non te lo dirò sulla terra, mai; e in cielo,
se allora griderò a te, tu sentirai o saprai?

Chinati (Josif Alexandrovic Brodskij)

donna-in-penombra1Chinati, ti devo sussurrare all’orecchio qualcosa:
per tutto io sono grato, per un osso
di pollo come per lo stridio delle forbici che già un vuoto
ritagliano per me, perché quel vuoto è Tuo.
Non importa se è nero. E non importa
se in esso non c’è mano, e non c’è viso, né il suo ovale.
La cosa quanto più è invisibile, tanto più è certo
che sulla terra è esistita una volta,
e quindi tanto più essa è dovunque.
Sei stato il primo a cui è accaduto, vero?
E può tenersi a un chiodo solamente
ciò che in due parti uguali non si può dividere.
Io sono stato a Roma. Inondato di luce. Come
può soltanto sognare un frammento! Una dracma
d’oro è rimasta sopra la mia retina.
Basta per tutta la lunghezza della tenebra.

Una vecchia tomba

Una croce di legno rotta,
una vecchia foto sbiadita.

Un volto sorridente,
un cuore che venne amato,
un ricordo che non c’è più.

E l’anima?

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Dedicato a tutti i pazzi (Mahatma Gandhi)

21021-conoscersi-per-cambiareUn Pazzo è un disadattato, un ribelle, un combina guai.
è disordinato, scapestrato, incosciente.
ride quando tutti piangono e piange quando tutti ridono.
Un Pazzo vede il mondo in maniera differente
lo vive in modo differente e per questo è
un diverso.
Un Pazzo non ama le regole, e non ha rispetto per lo status quo.
Un pazzo tragredisce, osa, va contro corrente.
Puoi elogiarlo o non essere d’accordo con lui, puoi seguirlo o citarlo.
Puoi non credergli, puoi glorificarlo o vilificarlo ma
l’unica cosa che non puoi fare è:
IGNORARLO!
Perchè sono i Pazzi che cambiano le cose, che cambiano la vita:
immaginano, inventano, curano
esplorano, creano, ispirano.
Non guardano mai indietro, vanno sempre avanti trascinandosi
dietro la pigra e “normale” razza umana.
Forse hanno bisogno di essere folli.
Chi se non un pazzo può fissare un pezzo di marmo e “vederci” dentro la Pietà.
Chi se non un pazzo può vedere in ogni essere umano un fratello.
Chi se non un pazzo può sedere in silenzio e ascoltare una canzone mai scritta
o una musica mai suonata.
Quando la massa vede in te un Pazzo e folli le cose che dici, folli le cose che pensi,
folli le cose che fai, allora sorridi e quardandoti allo specchio
inchinati: sei davanti a un Genio.
Perchè coloro che sono abbastanza folli da pensare di cambiare il mondo,
sono quelli che poi lo fanno…

Mohandas Gandhi (1869-1948)