Il bambino che scriveva sulla sabbia (Autore Alessandro Bon)

Un bambino tutti i giorni si recava in spiaggia e scriveva sulla spiaggia: “Mamma ti amo!”; poi guardava il mare cancellare la scritta e correva via sorridendo.
Un vecchio triste passeggiava tutti i giorni su quel litorale, e lo vedeva giorno dopo giorno scrivere la stessa frase, e guardare felice il mare portargliela via. Fra sé e sé pensava: “Questi bambini, sono così stupidi ed effimeri.”
Un giorno si decise ad avvicinare il bambino, non avrà avuto più di dieci anni, e gli chiese: “Ma che senso ha scrivere “Mamma ti amo!” sulla sabbia se poi il mare te la porta via. Diglielo tu che le vuoi bene.”
Il bambino si alzò, e guardando l’ennesima scritta cancellata dall’acqua salata disse al vecchio: “Io non ce l’ho la mamma! Me l’ha portata via Dio, come fa il mare con le mie scritte. Eppure torno qui ogni giorni a ricordare alla mamma e a Dio che non si può cancellare l’amore di un figlio per la propria madre.”
Il vecchio si inginocchiò, e con le lacrime agli occhi scrisse: “Nora. Ti amo!”; era il nome della moglie appena morta. Poi prese il bimbo per mano e assieme guardarono la scritta sparire.

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Per Dio (poesia)

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Per ogni chicco che getti,
tu preghi, o Dio,
che nasca una pianta.
Accudisci il piccolo germoglio,
come se fosse un figlio,
e l’innaffi di lacrime e sudore.

All’alba ti alzi,
al tramonto ti adagi,
per stare sui campi.

Le piante più dritte le lasci crescere sole,
quelle che vogliono lasciarsi cadere,
le riempi d’affetto.

E se ti darà un solo frutto,
maggiore sarà il tuo orgoglio,
per il figlio che avevi perduto.

Grazie Dio d’avermi capito.

Dal libro “In una sera di novembre” di Alessandro Bon

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L’Ispirazione del poeta (poesia)

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Da dove questa ispirazione?

Prova a bucare un cuore
con uno spillo appuntito.

Prova a fermare il sangue
con uno straccio bagnato.

Non puoi!

Come io non posso smettere di scrivere!

Dal libro “In una sera di novembre” di Alessandro Bon

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Le mani di un vecchio (poesia)

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Hai mai guardato il mondo dall’alto dei monti,
hai mai remato in canali che sembrano fermi,
ma che d’improvviso s’infuriano?

Hai mai cercato di capire
perché la pelle dei vecchi
diventa rugosa?

Il mondo è fatto di placche che si scontrano,
dando luogo a monti altissimi,
e fiumi che scavano letti profondi e meravigliosi.

Cerca di essere dolce coi vecchi.
Perché le loro mani sono rovinate,
dagli scontri dell’anima con il tempo.

Dal libro “In una sera di novembre” di Alessandro Bon

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Edera ed Albero (Poesia)

376220_501474013238580_468547834_nUn tempo eran umani,
lei Edera,
lui Albero.

Amanti insaziabili,
baci appassionati,
tenere carezze.

Lunghi viaggi
mano nella mano
sempre abbracciati.

Zeus, deo infame:
Era non basta,
io voglio le umane.

Dire no, non potrai,
da lui, padre degli Dei,
tutto ciò che vuoi avrai

In cambio di amore
vita eterna otterrai,
dea meravigliosa sarai.

Stufo dei rifiuti,
Albero trasformò:
come lo conosciamo
egli diventò.

“O, Eros, dio dell’amore
aiutami a stargli vicino,
Albero io amo
è il mio destino. “

Il dio dell’amore
ascoltatala pregare
Edera volle accontentare.

Ancor oggi tu vedrai
nei parchi e nelle aiuole
Edera Albero abbracciare.

 

 

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