La Goccia e la Roccia (Fiaba)

Un giorno una piccola Goccia incontrò una grande Roccia sul proprio cammino. Non le era più possibile seguire la strada che l’avrebbe portata a realizzare il proprio sogno doveva passare oltre questa, ma non sapeva come. Chiese così alla Roccia: “Sorella di pietra, imponente e forte materiale che genera la Terra intera. Tu che sorreggi le case, e dividi l’uomo dall’abisso, ti chiedo di farmi strada, di farmi passare. Perché io non debba farmi strada per conto mio.” Continua a leggere “La Goccia e la Roccia (Fiaba)”

Ogni esperienza è un seme

Ogni esperienza è un seme per il giardino della nostra vita. Eppure pochi ne sanno trarre un vero insegnamento, eppure pochi riescono a far nascere una grande pianta, e il seme marcisce, sprecando l’ennesima occasione di crescita personale.

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Getta un sasso nell’anima del mondo

L’anima del mondo è uno specchio d’acqua che perforiamo con ognuna delle nostre azioni. E come l’acqua colpita da un sasso, queste generano piccole onde capaci di raggiungere anche chi non conosciamo. Prima di compiere anche il minimo gesto chiediti che cosa getterai nell’anima del mondo.

Ma cos’è uno stupro? Descrizione senza filtro di uno stupro

Uno stupro non è il numero Uno. Un numero qualsiasi che ci riempie la bocca, e che passa.
Uno stupro è un evento traumatico. Un evento che cambia una vita. Il modo di percepire il mondo, e l’altro sesso. Incute paura di tutto e tutti. Rende inabile una persona.
Però vorrei descrivere lo stupro come è realmente, materialmente.
Una donna viene rapita, denudata, picchiata a sangue. Poi uno o più uomini la penetrano nella vagina, nell’ano, e magari anche in bocca.
La sua carne sente tutto, e non prova piacere, ma disgusto. Chi la stupra non si è lavato prima di avere il rapporto, e non ha fatto esami per stabilire se ha l’AIDS o l’Epatite B,C, delta. Il suo pene puzza, di piscio, o altro. E lei sente il gusto di ciò che le entra in bocca. E’ costretta, le papille gustative non si possono comandare.
Il seme dell’uomo, che lei non ama e non vuole, le entra dentro, o viene depositato sopra al suo corpo. Ed è inutile lavarsi, assume un simbolo che resta lì per sempre, e che non si toglierà più.
Lei non vorrà più farsi toccare dal suo uomo,  e il sesso gli apparirà come qualcosa di orribile. Dovrà fare sedute di psicologia, e magari psichiatria. Prendere medicine.
Piangere, questo farà. Tanto piangere. Si chiederà perché lei. Si chiederà se ha sbagliato lei.
E piangerà, capendo che è sola…

Poesia:”Grazie per nostra figlia” Con lo spartito del M. Giuseppe Marotta

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