
Fiume Morto Ferruccio Pizzanelli
La vita scorre come
rivi veloci e potenti,
e l’uomo da essi
si lascia trasportare.
Quando il rivo
ristagna, allora
un ramo si ferma,
ad attendere la corrente.
O la morte.

Fiume Morto Ferruccio Pizzanelli
La vita scorre come
rivi veloci e potenti,
e l’uomo da essi
si lascia trasportare.
Quando il rivo
ristagna, allora
un ramo si ferma,
ad attendere la corrente.
O la morte.
Passeggio tra la gente,
ma mi sento solo.
Il cuore batte forte
il petto pare esplodere.
E’ deserto attorno a me.
Nessuno all’orizzonte.
Le parole sono vuote,
il mio cuore sanguina.
Parole usate per ferirmi,
parole usate per capirmi.
Nessuno vede
la mia solitudine.
Come posso io amare?
Come posso io essere amato?
Il mio cuore è morto!
La rosa del deserto è pietra…
Un tempo eran umani,
lei Edera,
lui Albero.
Amanti insaziabili,
baci appassionati,
tenere carezze.
Lunghi viaggi
mano nella mano
sempre abbracciati.
Zeus, deo infame:
Era non basta,
io voglio le umane.
Dire no, non potrai,
da lui, padre degli Dei,
tutto ciò che vuoi avrai
In cambio di amore
vita eterna otterrai,
dea meravigliosa sarai.
Stufo dei rifiuti,
Albero trasformò:
come lo conosciamo
egli diventò.
“O, Eros, dio dell’amore
aiutami a stargli vicino,
Albero io amo
è il mio destino. “
Il dio dell’amore
ascoltatala pregare
Edera volle accontentare.
Ancor oggi tu vedrai
nei parchi e nelle aiuole
Edera Albero abbracciare.
© Alessandro Bon
Come neve che cade
su strade bagnate
è la vita mia.
Fiori ricoprono i prati
e di essi le farfalle,
candide creature,
si nutrono e vivono.
I fiori sbocciano,
timorosi di Dio,
e aspettano l’amore,
vero frutto della giovinezza.
Perché debbo sbocciare,
perché debbo vivere,
perché debbo dare frutti
se non ho nessuno da nutrire?
I fiori più belli, a volte,
non profumano,
non hanno colori sgargianti,
ma attendono farfalle…
Per poter sbocciare.