Tutta l’arte è completamente inutile. [Wilde] (Da “Il ritratto di Dorian Gray”)

Oscar-Wilde

L’artista è il creatore di cose belle.
Rivelare l’arte senza rivelare l’artista è il fine dell’arte. Chi può incarnare in una forma nuova, o in una materia diversa, le proprie sensazioni della bellezza, è un critico. Tanto la suprema quanto la infima forma di critica sono una specie di autobiografia. Coloro che scorgono cattive intenzioni nelle belle cose sono corrotti, senza essere interessanti. Questo è un difetto. Quanti scorgono buone intenzioni nelle belle cose sono spiriti raffinati. Per essi c’è speranza. Eletti son gli uomini ai quali le belle cose richiamano soltanto la bellezza. L’artista non ha preferenze etiche. L’artista non è mai morboso,l’artista può esprimere tutto. Il pensiero e il linguaggio sono per l’aritsta gli strumenti dell’arte. Il vizio e la virtù sono per l’artista materia d’arte.Ogni arte è nel tempo stesso realistica e simbolica. Chi varca i limiti di tale apparenza lo fa a suo rischio e pericolo.L’arte in realtà non rispecchia la vita,ma lo spettatore. Il contrasto delle opinioni suscitate da un’opera d’arte indica che l’opera è nuova, complessa, vitale. Quando i critici dissentono tra loro,l’artista è d’accordo con se stesso. Possiamo indulgere verso un uomo che abbia fatto qualcosa di utile, purchè non lo ammiri. Ma chi ha fatto una cosa inutile può essere scusato solo se egli la ammira enormemente.

Tutta l’arte è completamente inutile. [Wilde]

Sul senso della vita

Ognuno brucia la sua vita e soffre per il desiderio del futuro, per il disgusto del presente. Ma chi sfrutta per sé ogni ora, chi gestisce tutti i giorni come una vita, non desidera il domani né lo teme. Non c’è ora che possa apportare una nuova specie di piacere. Tutto è già noto, tutto goduto a sazietà. Del resto la sorte disponga come vorrà: la vita è già al sicuro. Le si può aggiungere, non togliere, e aggiungere come del cibo ad uno già sazio e pieno, che non ha più la voglia ma ancora la capienza. Non c’è dunque motivo di credere che uno sia vissuto a lungo perché ha i capelli bianchi o le rughe: non è vissuto a lungo, ma ha esistito a lungo. (“De brevitate vitae” Seneca).

Appena la gente è vecchia abbastanza per saperne di più, non sa proprio più niente perché dimentica tutto.
(O. Wilde)