Alba nel deserto (in rime)

Pioverà anche su questo deserto…
Le piante per magia ricresceranno,
le foglie graziose germoglieranno,
i fiori, anche loro, sbocceranno.

Acqua donami vita primordiale,
acqua rifletti l’aurora boreale,
acqua ringiovanisci gli animi.

Fonte della mia vita immortale,
i tuoi baci sanno di nettare.

Corpo tu sai risvegliare amore,
anima tu mi sai addormentare.

Fammi provare nuove sensazioni,
risveglia in me ciò ch’era ormai morto.

Donna, acqua, fonte di vita tu sei.
Uomo, deserto che rinasce tu sei.

Luna all’alba riposi da sola…
Sole che cresci regalami un’ora…
prima che arrivi già l’indomani.

The Endless River (Pink Floyd)

Il viaggiatore è come un cielo | Che il vuoto non riempie mai || Contro la sua barca onde | Rotolano i loro destini | Come uccelli sfiorano | Le linee curve del sole | Le pareti del cielo || Perciò il Viaggiatore | Sarebbe un’onda – direbbe l’uccello | Un volatile – risponderebbe la schiuma || Ma il Viaggiatore muta | Ecco perché è il vuoto | E ancora il cielo che il vuoto non riempie mai (Il viaggiatore è come un cielo, Versetti per un viaggiatore (1983)

Rābiʿa al-ʿAdawiyya

In due modi io Ti amo: da egoista,
E poi, come si addice a Te.
È un amore egoista, che io non faccia niente
Se non pensare a Te con ogni mio pensiero.
È il più puro amore, quando Tu alzi il velo
Al mio sguardo che Ti adora.
Non è merito mio in questo o in quello:
Tuo è il merito in entrambi, io lo so.

Chimera (Dino Campana)

Non so se tra rocce il tuo pallido
Viso m’apparve, o sorriso
Di lontananze ignote
Fosti, la china eburnea
Fronte fulgente o giovine
Suora de la Gioconda:
O delle primavere
Spente, per i tuoi mitici pallori
O Regina o Regina adolescente:
Ma per il tuo ignoto poema
Di voluttà e di dolore
Musica fanciulla esangue,
Segnato di linea di sangue
Nel cerchio delle labbra sinuose,
Regina de la melodia:
Ma per il vergine capo
Reclino, io poeta notturno
Vegliai le stelle vivide nei pelaghi del cielo,
Io per il tuo dolce mistero
Io per il tuo divenir taciturno.
Non so se la fiamma pallida
Fu dei capelli il vivente
Segno del suo pallore,
Non so se fu un dolce vapore,
Dolce sul mio dolore,
Sorriso di un volto notturno:
Guardo le bianche rocce le mute fonti dei venti
E l’immobilità dei firmamenti
E i gonfii rivi che vanno piangenti
E l’ombre del lavoro umano curve là sui poggi algenti
E ancora per teneri cieli lontane chiare ombre correnti
E ancora ti chiamo ti chiamo Chimera.