Gli occhi socchiusi,
un corpo estraneo si fa strada,
il piacere aumenta,
e le labbra si lasciano mordere.
Un piccolo seme vien lanciato nel pozzo,
ammaliato dal profumo di donna:
l’incontro è vita.
Due corpi generano amore,
e la simbiosi è perfetta.
Paura, felicità, amore,
tutto è condiviso…
neppure fossero tutt’uno.
Cresce il frutto dell’amore,
ma non è voluto,
e lui si sente prigioniero.
Angoscia, solitudine, disperazione
si fanno largo in lei,
mentre non sa che fare
del mostro che la sta divorando.
Il volto è sereno,
la voce ferma rassicurante,
il dado è tratto.
Il cavaliere ucciderà il drago,
e la fanciulla sarà libera.
Il tempo si ferma:
il padre sorride,
la madre piange,
il medico la consola,
il feto è solo.
Il mostro è morto.
Licenza

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Gli occhi socchiusi,
Sono un cassaintegrato, e vivo con pochi spiccioli in tasca, sperando in un futuro migliore per me. Risiedo in un paesino della Riviera del Brenta, ma sono di Mestre, dove mi reco spesso tramite il treno. Dalla stazione alla Fondazione Marotta, in cui faccio volontariato, percorro tutti i giorni i circa tre chilometri a piedi, e i volti delle persone che incontro lungo la mia strada sono spesso gli stessi, come un quadro dipinto da chissà che demiurgo. I passanti ti accompagnano per pochi metri e non puoi non chiederti da dove vengano e dove stiano andando, ma mentre ti stai chiedendo ciò questi prendono un’altra strada… O forse sei tu a prenderla… e non ti resta che il dubbio su chi fossero quei tuoi compagni di strada…