16 02 2000 o la Solitudine (poesia)

depression_h_partbCome un pesce
che risale la corrente.

Come un gatto
che prova a volare.

Come un uomo
che prova a capire Dio,
son Io.

Cosa manca alla mia vita?
Cosa mi fa sentire così male?

Non sono certo le ali,
il cuore vola alto
Non è certo la Fede,
a mio modo credo anch’io

Cos’è allora che mi tiene giù,
cos’è allora che mi fa imprecare.

O vita maledetta,
fonte di ogni mia pena,
potrò mai lasciarti?

Amo troppo la mia famiglia,
credo troppo nel mio futuro,
perché possa abdicare.

Ma mentre penso a ciò
tutto scorre intorno a me,
nulla è come prima
e, Io, sono sempre più solo.

Potrò mai essere quel guerriero,
ferito a morte,
che si rialza e uccide il nemico?

Licenza

Licenza Creative Commons
Questo testo è di Proprietà intellettuale di Alessandro Bon può essere usato solo citando l’autore Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 2.5 Italia License.

Non dimenticare Dio (Il nazismo)

Yad Vashem a Gerusalemme

Yad Vashem a Gerusalemme

Gli occhi del bimbo
che cerca di lavarsi
e che trova la morte.

Non dimenticarli uomo.

I corpi straziati,
accalcati nelle fosse,
deformi dalle torture.

Non dimenticarli uomo.

Le idee che portarono a ciò,
gli occhi dei dittatori,
ciò che fecero.

Non dimenticarli uomo.

I loro volti.
Sia quelli dei carnefici,
come dei dittatori.

Una volta morti, però,
non dimenticarli Dio.

 

Licenza

Licenza Creative Commons
Questo testo è di Proprietà intellettuale di Alessandro Bon può essere usato solo citando l’autore Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 2.5 Italia License.

Estate (poesia)

 

10514674_829991790386799_5543133216268442990_n

Queste foglie bagnate
mi ricordano i tuoi occhi,
socchiusi e tristi.

L’addio è un attimo
che solca l’anima,
come l’aratro il campo.

Addio amore infantile,
addio donna meravigliosa,
addio oggetto di desiderio.

La vita è fatta di situazioni,
da essere vissute in due:
come i tuoi occhi che piangono.

Licenza

Licenza Creative Commons
Questo testo è di Proprietà intellettuale di Alessandro Bon può essere usato solo citando l’autore Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 2.5 Italia License.

Primavera (poesia)

 

 

6401092653_dccc9228d4_z-780x300

Apri gli occhi…
e te ne vai.
Via le lenzuola,
s’è fatto giorno.

Fiori che crescono
in prati verdeggianti,
alberi che germogliano
e promettono frutti.

Il bosco ch’era muto,
echeggia di suoni:
trilli di cicale,
ugole d’uccelli.

La vita è bella,
di verde vestita,
di luce dorata,
di speranza rinata.

Licenza

Licenza Creative Commons
Questo testo è di Proprietà intellettuale di Alessandro Bon può essere usato solo citando l’autore Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 2.5 Italia License.

Inverno (poesia)

 

inverno

 

 

Come madre premurosa,
che copre suo figlio,
l’inverno arriva
e ricopre di neve la terra.

La neve morbida
cade dal cielo
come le lacrime,
come il cotone.

I germogli, piccoli bimbi,
si sentono protetti,
e attendono la primavera
come il bimbo il mattino.

La foresta cade nel sonno,
nessuno sembra muoversi.
E il vento notturno
pare una ninna nanna.

Licenza

Licenza Creative Commons
Questo testo è di Proprietà intellettuale di Alessandro Bon può essere usato solo citando l’autore Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 2.5 Italia License.