In una sera di Novembre (Poesie)

In una sera di novembre (Poesia)

Postato il Aggiornato il

Salici al tramonto (Vincent Van Gogh)

In una sera di novembre
mi trovo a viaggiare
in un viale alberato.

Le foglie sembrano
un fuoco, il cui colore
mi ricorda Van Gogh.

Non c’è alcun rumore,
e gli alberi sembrano
unirsi all’orizzonte.

Il vento è fermo,
e la temperatura mite.
Non pare autunno.

Veloce s’alza la folata,
le foglie si staccano
dagli alberi inermi.

Ed io ne rimango travolto.

Le mani di un vecchio (Alessandro Bon)

Postato il Aggiornato il

1502504_669524116444020_1809360188_n
Hai mai guardato il mondo dall’alto dei monti,
hai mai remato in canali che sembrano fermi,
ma che d’improvviso s’infuriano?

Hai mai cercato di capire
perché la pelle dei vecchi
diventa rugosa?

Il mondo è fatto di placche che si scontrano,
dando luogo a monti altissimi,
e fiumi che scavano letti profondi e meravigliosi.

Cerca di essere dolce coi vecchi.
Perché le loro mani sono rovinate,
dagli scontri dell’anima con il tempo.

Dal libro “In una sera di novembre” di Alessandro Bon

Licenza

Licenza Creative Commons
Questo testo è di Proprietà intellettuale di Alessandro Bon può essere usato solo citando l’autore Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 2.5 Italia License.

Forte (Alessandro Bon)

Postato il Aggiornato il

Costruire dighe,
per fermare fiumi agitati.
E vederle abbattere
dalle tempeste.

Tessere ragnatele,
per imbrigliare venti feroci.
E vederle spazzare via
da un tornado.

Fare di tutto
per sentirsi difesi.

Guardarsi allo specchio piangendo,
ma rendersi conto
di essere sempre più forti.

Licenza

Licenza Creative Commons
Questo testo è di Proprietà intellettuale di Alessandro Bon può essere usato solo citando l’autore Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 2.5 Italia License.

Panico

Postato il

155035_505689316150383_648029721_n
Il Gruppo del Laocoonte nei Musei Vaticani

 

Un serpente mi avvolge,
non respiro: soffoco!

Il mondo attorno a me gira.

Il soffitto si abbassa,
le pareti si piegano su di me.

Mi manca l’aria.

I movimenti si fanno lenti.
Tutto è lento attorno a me.

Mi giungono suoni distorti.

Che sarà di me?

Vuoto.
Buio.
Freddo…

…è passato.

Dal libro “In una sera di novembre” di Alessandro Bon

Licenza

Licenza Creative Commons
Questo testo è di Proprietà intellettuale di Alessandro Bon può essere usato solo citando l’autore Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 2.5 Italia License.

Il soldato e il Gigante nel Castello

Postato il Aggiornato il

speranza1Vi era un soldato, tanto tempo fa, che viveva solo in un immenso Castello inghiottito da un deserto arso dal fuoco e dalla solitudine. Non vedeva anima viva da anni, eppure, ogni notte, sentiva il rumore di passi furtivi nei corridoi, ogni notte inseguiva quei passi, sperando di incontrare il suo nemico. Ma i passi rimbombavano e il nemico sembrava ciclopico, immenso: chi poteva fare tanto rumore nel muoversi, se non un Gigante?
Ogni mattina il soldato si alzava, convinto di poter finire la guerra e uccidere il Gigante, così, ripuliva le sue armi: affilava i coltelli, smontava e montava i fucili, oliandoli per bene, contava le munizioni, poi, andava al pozzo, prendeva l’acqua e si lavava, e mangiava un po’ di carne secca. Finita la colazione saliva sulla torretta per vigilare che nessuno potesse avvicinare al Castello. Giorno, dopo giorno, controllava quel deserto sperando, tutto sommato, che arrivassero i rinforzi, perché lui sapeva di essere troppo piccolo per sconfiggere il Gigante. Ma nessuno accorreva, in sua difesa, e ormai erano anni che viveva nel Castello.
Ogni sera scendeva, prendeva un po’ d’acqua, mangiava carne secca e andava a dormire. Ma ogni notte, si svegliava sentendo il Gigante correre per i corridoi. Lui lo sapeva!!! Il Gigante lo irrideva, ma come catturarlo se i suoi passi si facevano sempre più distanti lungo quel corridoio? E… poi il loro rimbombare spariva. E lui rimaneva fermo al centro del Castello, incapace di ricominciare a cercarlo.
Ogni mattina il soldato si alzava, convinto di poter finire la guerra e uccidere il Gigante, così, ripuliva le sue armi: affilava i coltelli, smontava e montava i fucili, oliandoli per bene, controllava che le munizioni fossero ancora buone, poi, andava al pozzo, prendeva l’acqua e si lavava, e mangiava un po’ di carne secca. Finita la colazione saliva sulla torretta per vigilare che nessuno potesse avvicinare il Castello…
Una notte iniziò a correre per raggiungere il Gigante, ma sentì un rumore venire da una stanza vicina: c’era qualcuno che rideva di lui! Non poteva sopportarlo. Aprì la porta e non c’era nessuno. Ma le risate rimbombavano nella sua testa, e sapeva che era lì vicino chi lo irrideva lui doveva ucciderlo.
Sfondò una porta, e si trovò circondato da mostri, bassi, grassi, sproporzionati, con teste enormi, orribili creature lo circondavano e più lui sparava più loro ridevano e si moltiplicava, e più lui combatteva più loro erano forti, finché… da un angolo di quella stanza si affacciò un soldato, aveva un fucile in mano, non era un Gigante, ma neppure un nano. Non era brutto, e neppure grasso. Era un soldato, solo, con un corpo vecchio e vistose occhiaie, aveva una barba lunga e mal curata, grandi rughe, e un’aria tanto stanca… il nostro soldato lo guardò, alzò il fucile, e gli sparò…
Vi era un uomo, tanto tempo fa, che si era chiuso in sé stesso, non viveva, che divideva la giornata in piccoli riti ripetitivi, che non amava, né era amato, abitava in una vecchia casa, un tempo “castello” forse. Un giorno si alzò, e scoprì che fuori dalla porta vi erano campi di fiori uccelli che cantavano, libellule colorate e bambini che saltavano la corda…
Vi era un uomo, tanto tempo fa, il quale capì che il Gigante non era poi tanto grande, e che il rimbombo di quei passi era solo la sua paura di vivere.

———>   E’ uscito il mio quarto libro: La persistenza della memoria:

Lo puoi ordinare su questo sito per riceverlo con una dedica

Il libro è in vendita in oltre 4500 librerie e on line:

Licenza

Licenza Creative Commons
Questo testo è di Proprietà intellettuale di Alessandro Bon può essere usato solo citando l’autore Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 2.5 Italia License.

Primavera

Postato il Aggiornato il

tulipani-natura--amore--fiore--tulipano--estate--primavera_121-69760Apri gli occhi
e te ne vai.
Via le lenzuola:
s’è fatto giorno.

Fiori che crescono
in prati verdeggianti,
alberi che germogliano
e promettono frutti.

Il bosco ch’era muto,
echeggia di suoni:
trilli di cicale,
ugole d’uccelli.

La vita è bella,
di verde vestita,
di luce dorata,
di speranza rinata.

———>   E’ uscito il mio quarto libro: La persistenza della memoria:

Lo puoi ordinare su questo sito per riceverlo con una dedica

Il libro è in vendita in oltre 4500 librerie e on line:

Licenza

Licenza Creative Commons
Questo testo è di Proprietà intellettuale di Alessandro Bon può essere usato solo citando l’autore Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 2.5 Italia License.

Raccontami (Poesia)

Postato il Aggiornato il

osa-senza-timore
Raccontami cosa provi quando ti bacio.
Quando io, grande e imponente, ti abbraccio.

Descrivimi cosa provi se entro dentro te,
e dove vuoi che io ti baci.

Rendimi partecipe delle tue paure di donna,
e dei piaceri della tua vita.

Fa che ogni giorno che sto con te,
riesca a renderti felice.

Solo così noi due saremmo una cosa sola.

Ma permettimi di fare lo stesso con te,
altrimenti la mia sarà una pura resa.

———>   E’ uscito il mio quarto libro: La persistenza della memoria:

Lo puoi ordinare su questo sito per riceverlo con una dedica

Il libro è in vendita in oltre 4500 librerie e on line:

Licenza

Licenza Creative Commons
Questo testo è di Proprietà intellettuale di Alessandro Bon può essere usato solo citando l’autore Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 2.5 Italia License.