Avevo disegnato il tuo volto sulla neve,
eppure me lo ricordo ancora.
Di te mi aveva parlato la pioggia,
ma oggi è sereno.
Il tuo tremare sotto il mio corpo
lo ricordavo già,
ma mai ci eravamo amati.
Avevo già assaporato il tuo gusto,
come se in ogni frutto mangiato
ci fosse un po’ di te.
Il tuo profumo era nell’aria,
per questo le mie narici
lo conoscevano già.
Sapevo esattamente dove toccarti,
dove baciarti, come farlo,
e il tuo corpo riconosceva il mio.
Eravamo tutt’uno prima di amarci,
il mio corpo era già dentro te,
e il tuo già lo riceveva…
E’ la prima volta che ti amo,
e già so che sarà per sempre.

Un giorno una piccola Goccia incontrò una grande Roccia sul proprio cammino. Non le era più possibile seguire la strada che l’avrebbe portata a realizzare il proprio sogno doveva passare oltre questa, ma non sapeva come. Chiese così alla Roccia: “Sorella di pietra, imponente e forte materiale che genera la Terra intera. Tu che sorreggi le case, e dividi l’uomo dall’abisso, ti chiedo di farmi strada, di farmi passare. Perché io non debba farmi strada per conto mio.” 
