L’amore della neve (Poesia 15/11/2015)

neveHo coperto il tuo corpo con il mio,
l’ho scaldato e protetto,
lasciandoti riposare serenamente.

Ho aspettato il tuo risveglio,
sperando di poterti ammirare ancora.
Ma al tuo risveglio io non c’ero più.

Mi dissero che ero freddo,
mentre tu sapevi nutrire e accudire.
Eppure tu che sei stata scaldata dal mio cuore
conosci ciò che sono,
non come coloro che si limitano a sfiorare la mia schiena

Qual’è il vero Io?

background-agosto-2015-2-1400x900Sedici chili è questa la massa i grasso che ho perso in due anni. Ma è parte del cambiamento che mi sono concesso. Ma non ho cambiato aspetto, non solo. Ho cambiato approccio con il mondo: il mio mondo.
Ho deciso di mettere in dubbio ogni aspetto di me. Senza criticarmi e senza senso di colpa. Mettersi in dubbio vuol dire amarsi, comprendersi, accettarsi, passare oltre. Trovare persone che possano aiutarti in questo passaggio è importante. Perché in un mondo di persone che vivono pilotate da altri è difficile cambiare strada. Forse il cambiamento dev’essere lento. Forse dev’essere un voltar di pagina e un nuovo inizio. Ma per me che ero caduto in una trappola della psiche e dei suoi guaritori è stato lento questo percorso. Ci metti molto a capire che i guaritori della psiche d’oggi sono solo venditori di farmaci e che sei una cavia. E la ricerca di sé si trasforma in una devastante ricerca di equilibrio fra te e la chimica inserita in te. Discorsi lunghi per la mattina presto.
Ma siamo noi il motore per andare oltre, per superare i confini che noi abbiamo disegnato per terra, o che ci siamo lasciati imporre. Ritornare all’individuo, a noi stessi in primis. Perché amarsi vuol dire accettarsi e mutare come fa il bruco quando diventa farfalla significa accettare di morire per rinascere diversi, ma continuando ad avere in sé la propria radice, il proprio vero Io.
Qual’è il vero Io? Il fanciullo che abbiamo abbandonato per integrarci in una società di “grandi”

E’ forse amore

walking-womanMi alzo dal letto,
la nebbia avvolge la pianura,
così come la mia mente.

Esco di casa,
il mio viso è umido,
sembra stia piangendo.

Un cane mi rincorre,
gioca un po’ con me,
e poi mi abbandona.

La mia strada è là,
scatta il verde…
non lo vedo.

Penso ai tuoi occhi,
socchiusi di piacere…
alle tue labbra calde.

M’incammino lento,
non posso non pensarti…

Anche il cielo, ora limpido,
porta il mio pensiero a te,
all’azzurro dei tuoi occhi.

Intontito entro in un bar,
e chiedo un caffè…
riempio la tazzina di zucchero…

E’ forse amore…

 

Se ti è piaciuta questa poesia devi sapere che ho pubblicato il mio nuovo libro:

—-> La persistenza della memoria

Disponibile in Ebook o cartaceo.

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In una sera di novembre

silenzio (1)

In una sera di novembre
mi trovo a viaggiare
in un viale alberato.

Le foglie sembrano
un fuoco, il cui colore
mi ricorda Van Gogh.

Non c’è alcun rumore,
e gli alberi sembrano
unirsi all’orizzonte.

Il vento è fermo,
e la temperatura mite.
Non pare autunno.

Veloce s’alza la folata,
le foglie si staccano
dagli alberi inermi.

Ed io ne rimango travolto.

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Vorrei essere il tuo diario

anni2

Vorrei essere il tuo diario.
Vorrei che tu riempissi la mia vita
di pagine piene d’amore e di gioia,
di lacrime e dolore, di figli e notti in bianco.

Vorrei che imparassi a parlarmi,
a raccontarmi del tuo cuore.
Vorrei che il mio cuore
si riempisse delle tue parole,
e che vivesse solo per te.

Vorrei che il nostro diario
fosse lungo una vita, e che solo Dio
riuscisse a scrivere la parola fine.

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