Dente di leone (poesia)

Calde labbra mi sfiorano

e il mio seme genera futuro.

L’anima non ha corpo (poesia)

Non piangere, amore,
non lasciarti abbattere,
io ci sarò sempre…

…raccoglierò le tue lacrime,
in vasi di porcellana,
distillerò la tua essenza,
a partire dall’acqua salata…

…pulirò il tuo viso,
con panni d’argento,
colorerò il mondo,
di primavera…

…sarò il tuo amante,
anche senza toccarti,
ti renderò felice,
ornando i prati di rose…

…saprò farti ridere,
usando solo la fantasia…

saremo come bambini,
che sanno divertirsi,
dopo grida e capricci…

…la mia assenza non ti peserà,
perché l’anima non ha più corpo,
se non quello della propria amata.

L’aquilone (Poesia)

Un bimbo trascinava un aquilone,
ed ero affascinato da quel filo
che legava gli attori
di una scena tante volte vista.

Il vento lo alzava nel cielo
e il fanciullo correva felice,
il cavo sembrava spezzarsi
donando la libertà al giocatolo.

I disegni lasciati nel cielo
da quel pittore improvvisato
non avevan senso.

Seppur azzurro il cielo era triste,
e piangeva la sofferenza dell’aquilone,
che disperato cercava in esso rifugio.

Un sibilo, una folata improvvisa,
e il bimbo cadde a terra
liberando il filo nell’aria.

Alto l’aquilone volò,
e nel chiarore del giorno scomparve,
lasciando di sé solo il ricordo
di un essere troppo legato al destino.

L’albero e il giovane

Sopra il Monte Verde vi era un albero gigantesco il cui diametro era pari a 25 uomini fra loro uniti. Si narrava che fosse più vecchio di ogni altro essere vivente della regione, e che se interpellarlo poteva anche rispondere alle domande poste.

Un giorno un giovane del paese decise di interrogarlo per conoscere meglio il proprio destino. Incamminatosi impiegò due giorni per arrivare di fronte al maestoso “Vecchio della foresta”. Vedendolo rimase senza parole, era gigantesco: non riusciva a vedere la cima!

Preso da un senso di vertigine si mise a terra e chiese ad alta voce:
“Chissà da quanto tempo è qui questo albero!”

Una voce, rauca e profonda gli rispose:
“Son qui da talmente tanto tempo che non lo ricordo più. Mi piantò un dio, che all’epoca era fanciullo, e io crebbi, e crebbi che ora son più alto di certi monti.”

Il giovane sorpreso si guardò attorno, per cercar di capire chi fosse a parlare. Si alzò in piedi, e con la bocca asciutta e le gambe tremanti chiese:
“Caro “Vecchio della foresta” come faccio a diventare un grande uomo? Come faccio a ergermi sopra i miei simili, come fai tu?” Continua a leggere “L’albero e il giovane”

Caro diario…

Caro diario quest’anno è stato davvero duro sotto molti aspetti, ma sai cos’ho imparato? Ho imparato a dividere le sofferenze che appartengono al vissuto di tutti i giorni, al senso comune, da quelle della malattia. Questo è un grande passo avanti e posso affermare con sicurezza che è un passo fondamentale verso un Io migliore. Ho imparato dagli altri, da chi mi ha aperto il cuore, da chi mi ha raccontato il suo vissuto, da chi mi è stato vicino, ma soprattutto da me stesso. E’ proprio vero che tutte le risposte che cerchiamo son già dentro noi, ma che ci rifiutiamo di accettarle. Eppure in questo momento ho paura, ho paura di ciò che mi aspetta nel mondo reale dopo aver appreso questa ennesima lezione.

Ho fatto soffrire amici, e amiche, e loro han fatto soffrire me. Ho imparato che nell’era del sempre connesso è più facile perdere i rapporti che tenere i legami. E’ più facile dire: “Non ho tempo.”; che cercare tempo. E’ più facile dire: “Ti voglio bene!”; che fare un gesto di affetto. Verba volant, scripta manent”. Ho perso di vista amici perché non hanno i soldi sul telefonino, ma molte case e lavori importanti. Ho perso amici perché mi rifiuto di crescere, e ho ancora paura di uscire. Ho perso amici perché son andato a vivere da solo, e da allora è diventato difficile fare qualche chilometro per venire a trovarmi. Anche quando stavo male. Hai notato che è più facile fare 30 km per andare a mangiare, o a divertirsi, ma è faticoso percorrere la stessa distanza per andare a trovare un amico? O che si spendono più volentieri due euro per un gelato piuttosto che per telefonargli? Continua a leggere “Caro diario…”