Perso nel deserto del mio io,
nell’aridità della mia vita,
passeggiavo, cupo in viso,
lungo una distesa di sabbia.
Non v’era nulla all’orizzonte,
capace di restituirmi gioia
e amore per il vivere.
Sognavo la morte,
subdola sorella della tristezza,
baciare le mie labbra.
Il caldo mi soffocava,
il sudore grondava abbondante,
o forse eran lacrime?
Una palma,
piccola ed insignificante vidi di fronte a me…
…un uomo sdraiato sotto,
tranquillo cantava e…
pescava.
(A te amico dai capelli rossi)
L’uomo mite e il terremoto
Un giorno un enorme cataclisma si scatenò sulla Città di Sale, tutto crollava, le persone gridavano impaurite, il terrore e le lacrime segnavano i volti dei cittadini.
Un vecchio se ne stava in disparte, gettando sassi nel ruscello che placido passava di fianco alla città, indifferente a tutto ciò che attorno a lui accadeva.
Finito il terremoto, gli abitanti circondarono il vecchio gridandogli in faccia la loro indignazione, e chiedendogli il perché non fosse terrorizzato. Era questo che li infastidiva, non tanto il suo non intervenire, ma l’apatia con cui aveva vissuto la catastrofe. Continua a leggere “L’uomo mite e il terremoto”
Non dimenticare Dio sul Nazismo (poesia)

Gli occhi del bimbo
che cerca di lavarsi
e che trova la morte.
Non dimenticarli uomo.
I corpi straziati,
accalcati nelle fosse,
deformi dalle torture.
Non dimenticarli uomo. Continua a leggere “Non dimenticare Dio sul Nazismo (poesia)”
Fascismo Post Mortem
«Il fascismo è stato un fenomeno storico che ha avuto un inizio e una fine e farlo diventare una categoria ideologica è un errore pericoloso. Il male nuovo che c’è non si chiama fascismo. Credo che il male, l’intolleranza, la pulizia etnica e altro, ci siano e vadano combattuti, ma se io le chiamo “fascismo” sono portato a rivedere le vecchie lotte e non le nuove. (Vittorio Foa)
«Sono il primo a riconoscere che il fascismo fu una tragicommedia. Di più tragicomico, probabilmente, ci furono soltanto gli italiani. Non è il caso di disperarsi: anche i popoli hanno avuto un’infanzia difficile. (Luca Goldoni)»


«Il fascismo è stato un fenomeno storico che ha avuto un inizio e una fine e farlo diventare una categoria ideologica è un errore pericoloso. Il male nuovo che c’è non si chiama fascismo. Credo che il male, l’intolleranza, la pulizia etnica e altro, ci siano e vadano combattuti, ma se io le chiamo “fascismo” sono portato a rivedere le vecchie lotte e non le nuove. (Vittorio Foa)
«Sono il primo a riconoscere che il fascismo fu una tragicommedia. Di più tragicomico, probabilmente, ci furono soltanto gli italiani. Non è il caso di disperarsi: anche i popoli hanno avuto un’infanzia difficile. (Luca Goldoni)»