La donna è la perfezione.
Il suo morto
Corpo ha il sorriso del compimento,
un’illusione di greca necessità
scorre lungo i drappeggi della sua toga,
i suoi nudi
piedi sembran dire:
abbiamo tanto camminato, è finita.
Si sono rannicchiati i morti infanti ciascuno
come un bianco serpente a una delle due piccole
tazze del latte, ora vuote.
Lei li ha riavvolti
Dentro il suo corpo come petali
di una rosa richiusa quando il giardino
s’intorpidisce e sanguinano odori
dalle dolci, profonde gole del fiore della notte.
Niente di cui rattristarsi ha la luna
che guarda dal suo cappuccio d’osso.
A certe cose è ormai abituata.
Crepitano, si tendono le sue macchie nere.
Categoria Poeti e Poesie
L’AUTOR NON VUOL METAFORE (Giorgio Baffo)
SONETTO
Co me vien un pensier fazzo un Sonetto,
E ’l fazzo in Venezian, come son nato,
Siben, che sò, che ghe xe più d’un mato,
4Che me condanna, perchè parlo schietto;
Ma in tempo d’innocenza el più perfetto,
Che xe quando, che l’Omo xe stà fato,
L’Omo, e la Donna giera nui de fato,
8E questo giera d’innocenza effetto.
Xe vegnù la malizia in campo averto,
E con ella el rossor, e quei gramazzi
11Tanto i s’hà vergognà, che i s’hà coverto.
Donca imparè i me cari visdecazzi,
Ch’anca mi scrivo in tel mio stil scoverto,
14Come, che hà stampà Dio le Mone, e i Cazzi.
Viaggiatore arabo nelle stazioni orbitali (Muhammed al-Maghout)
A voi esperti e tecnici
chiedo un biglietto di andata per il cielo
il mio triste paese mi manda
a nome di vedove, vecchi e bambini
a chiedervi un biglietto gratis per il cielo
non ho in mano contanti… solo pianti
Non c’è posto per me?
Mettetemi nel bagagliaio
o sul tettuccio
sono abituato vengo dalla campagna,
non farò male a una stella
non farò torto a una nuvola
voglio solo arrivare
il prima possibile in cielo
per mettere una frusta in mano a Dio
possa mai incitarci alla rivoluzione.
Autore: Muhammed al-Maghout
Titolo originale: Musâfir ‘arabî fî mahattât al-fadâ’
(Trad. dall’arabo di Elena Chiti)
Kahlil Gibran: ovvero l’amore assoluto
Farò della mia anima uno scrigno per la tua anima, del mio cuore una dimora per la tua bellezza, del mio petto un sepolcro per le tue pene. Ti amerò come le praterie amano la primavera, e vivrò in te la vita di un fiore sotto i raggi del sole. Canterò il tuo nome come la valle canta l’eco delle campane; ascolterò il linguaggio della tua anima come la spiaggia ascolta la storia delle onde. (da Le ali spezzate di Kahlil Gibran)
Mi sento in trappola. (Poesia)
Shafilea fu uccisa a 17 anni perché rifiutò un matrimonio combinato dai genitori. Le misero un sacchetto di plastica in testa e la lasciarono agonizzare fino alla morte. Lei si considerava inglese, e voleva scegliere da sé chi sposare e chi amare)
Era il mio ultimo anno di scuola,
felice con i miei amici avevo un sacco da fare.
Ma poi è arrivato il giorno in cui tutto è cambiato.
Sono arrivata a casa, sembrava un giorno come tanti,
ma c’era qualcosa che non andava.
Avrei voluto cambiare le cose,
ammazzarmi piuttosto,
avrei voluto essere già morta.
Perché in petto ho un peso che non se ne vuole andare
(Shafilea Ahmed)


