Carl Gustav Jung sulle Visioni di Zosimo

L’Aurora (1948)

L’acqua è quella “humidum radicale” che rappresenta l’anima media o anima mundi imprigionata nella materia; viene anche detta “anima di pietra” o di metallo, “anima aquina.” Quest’anima non viene liberata per mezzo della cottura, ma anche fatta sprigionare dall’Uovo per mezzo della spada, oppure ricavata per mezzo della separatio, che è la scomposizione delle quattro radices ossia elementi. La separatio, da parte sua, spesso viene rappresentata come lo smembramento di un corpo umano. Dell'”

” si dice che è in grado di dissolvere i corpi nei quattro elementi. L’acqua divina ha, in generale, il potere di trasformare. Essa tramuta con un’abluzione miracolosa, la “nigrido in albedo,” (la nerezza in candore); ravviva ciò che è morto, resuscita i morti…
(Tratto da uno scritto di Carl Gustav Jung sulle Visioni di Zosimo)

Preghiera al Risveglio (Canto Apache)

Svegliati! Svegliati! La terra ti sorride.
Svegliati, e sta’ pronto al giorno che comincia.
La madre della vita ti sta chiamando,
ti saluta, dunque svegliati, non indugiare più.
Potente Sole, dacci la luce perché ci guidi,
perché ci aiuti.
Guarda come sorge, guarda come la terra ne risplende,
e come gode lo spirito nel petto, ascoltando la musica del Sole.
Svegliati! Svegliati! La terra ti sorride.
Svegliati, e sta’ pronto al giorno che comincia.
La madre della vita ti sta chiamando,
ti saluta, e allora… forza,
Svegliati!

L’essere umano è una parte di quel tutto che noi chiamiamo “Universo” (A. Einstein)

L’essere umano è una parte di quel tutto che noi chiamiamo “Universo”, una parte limitata nello spazio e nel tempo. L’uomo sperimenta sé stesso, i suoi pensieri e i suoi sentimenti scissi dal resto — una sorta di illusione ottica della propria coscienza. Lo sforzo per liberarsi di questa illusione è l’unico scopo di un’autentica religione. Non per alimentare l’illusione ma per cercare di superarla: questa è la strada per conseguire quella misura raggiungibile della pace della mente.

Albert Einstein

Il perché essere vegetariani

Tutta la nostra società è fatta per dare spago alla violenza, e allora violenza produce violenza, non c’è niente da fare. Per questo anche il mio essere vegetariano è una scelta morale. Ma come si può allevare la vita per uccidere e mangiarsela? Come si può tenere in delle spaventose, spaventose gabbie, migliaia e migliaia e migliaia di polli a cui si deve tagliare il becco perché non becchino, impazziti come sono, le galline che gli stanno avanti? Come si può allevare un vitello – che è bello, no? – un piccolo vitello, chiuderlo in una scatola di ferro, in una gabbia di ferro, perché cresca anchilosato dentro e la sua carne rimanga bianca? Tutto per ingrassare, tutto perché possiamo avere anche noi parte di questa realtà, ce la possiamo mangiare. Hai mai sentito gli urli di un macello di maiali? E come puoi mangiare il maiale, poi? È impossibile. (da Anam, il senzanome – Film di Mario Zanot (Produzione Mediaset))

Riti di passaggio

Il susseguirsi di molti inverni
segna i cicli della Ruota,
le linee sul mio vecchio volto
mostrano tutto ciù che sento,
la natura del mio passaggio rimane un mistero,
poiché all’interno del mio cuore si trova il mio destino,
quando non ero che un bimbo all’inizio del tempo,
mi stupivo alla scoperta delle meraviglie che incontravo.
Ora che sono anziano
ho imparato ancora una volta
che il peso di ciascun inverno porta,
come un amico, una scoperta nuova.
Non si può imbrigliare il vento!