L’anima se ne sta smarrita per la stranezza della sua condizione e, non sapendo che fare, smania e fuor di se non trova sonno di notte né riposo di giorno, ma corre, anela là dove spera di poter rimirare colui che possiede la bellezza. E appena l’ha riguardato, invasa dall’onda del desiderio amoroso, le si sciolgono i canali ostruiti: essa prende respiro, si riposa delle trafitture e degli affanni, e di nuovo gode, per il momento almeno, questo soavissimo piacere. […] Perché, oltre a venerare colui che possiede la bellezza, ha scoperto in lui l’unico medico dei suoi dolorosi affanni. Questo patimento dell’anima, mio bell’amico a cui sto parlando, è ciò che gli uomini chiamano amore.
Page 35 of 130
Le mani di un vecchio (Alessandro Bon)

Hai mai guardato il mondo dall’alto dei monti,
hai mai remato in canali che sembrano fermi,
ma che d’improvviso s’infuriano?
Hai mai cercato di capire
perché la pelle dei vecchi
diventa rugosa?
Il mondo è fatto di placche che si scontrano,
dando luogo a monti altissimi,
e fiumi che scavano letti profondi e meravigliosi.
Cerca di essere dolce coi vecchi.
Perché le loro mani sono rovinate,
dagli scontri dell’anima con il tempo.
Dal libro “In una sera di novembre” di Alessandro Bon
Licenza
Licenza Creative Commons
Questo testo è di Proprietà intellettuale di Alessandro Bon può essere usato solo citando l’autore Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 2.5 Italia License.
Lentamente muore (Martha Medeiros)
Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all’errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.
Fratelli miei (Tatanga Mani – Walking Bufalo)
Guardate, fratelli miei, la primavera è arrivata;
la terra ha ricevuto l’abbraccio del sole
e noi vedremo presto i risultati di questo amore!
Ogni seme si è svegliato.
E così anche tutta la vita animale.
E grazie a questo potere che noi esistiamo.
Noi perciò dobbiamo concedere ai nostri vicini,
anche ai nostri vicini animali,
il nostro stesso diritto di abitare questa terra.
Soffermarsi davanti a un bosco in una serata nevosa (Robert Frost)
Di chi siano questi boschi io credo di saperlo.
La sua casa tuttavia si trova al villaggio;
Lui non mi vedrà sostare qui
A guardare i suoi boschi riempirsi di neve.
Il mio cavallino lo troverà assurdo
Fermarsi senza una fattoria nelle vicinanze
Tra i boschi e il lago ghiacciato
La sera più cupa di tutto l’anno.
Dà una scossa ai campanelli delle sue briglie
Per chiedere se qualcosa non va.
L’unico altro suono è il fruscio
Del vento e dei soffici fiocchi.
I boschi sono affascinanti, cupi e fitti,
Ma io ho promesse da mantenere,
E miglia da percorrere prima di riposare,
E miglia da percorrere prima di riposare.
