Fondamenta degli incurabili (Josif Alexandrovic Brodskij)

L'Isola di San Michele dall'acqua, Il Cimitero in cui è sepolto Brodskij. Copyright sulla foto Selina Zampedri

L’Isola di San Michele dall’acqua, Il Cimitero in cui è sepolto Brodskij.
Copyright sulla foto Selina Zampedri

Ripeto: acqua è uguale a tempo, e l’acqua offre alla bellezza il suo doppio. Noi, fatti in parte d’acqua, serviamo alla bellezza allo stesso modo. Toccando l’acqua, questa città, (Venezia ndr), migliora l’aspetto del tempo, abbellisce il futuro. Ecco la funzione di questa città nell’universo. Perché la città è statica mentre noi siamo in movimento. La lacrima ne è la dimostrazione. Perché noi andiamo e la bellezza resta. Perché noi siamo diretti verso il futuro mentre la bellezza è l’eterno presente. La lacrima è una regressione, un omaggio del futuro al passato. Ovvero è ciò che rimane sottraendo qualcosa di superiore a qualcosa di inferiore: la bellezza all’uomo. Lo stesso vale per l’amore, perché anche l’amore è superiore, anch’esso è più grande di chi ama.

L’anima non ha corpo (poesia)

12115884_173385492999465_3802064265094489424_nNon piangere, amore,
non lasciarti abbattere,
io ci sarò sempre…

…raccoglierò le tue lacrime,
in vasi di porcellana,
distillerò la tua essenza,
a partire dall’acqua salata…

…pulirò il tuo viso,
con panni d’argento,
colorerò il mondo,
di primavera…

…sarò il tuo amante,
anche senza toccarti,
ti renderò felice,
ornando i prati di rose…

…saprò farti ridere,
usando solo la fantasia…

saremo come bambini,
che sanno divertirsi,
dopo grida e capricci…

…la mia assenza non ti peserà,
perché l’anima non ha più corpo,
se non quello della propria amata.

 

Se ti è piaciuta questa poesia devi sapere che ho pubblicato il mio nuovo libro:

—-> La persistenza della memoria

Disponibile in Ebook o cartaceo.

Licenza

Licenza Creative Commons
Questo testo è di Proprietà intellettuale di Alessandro Bon può essere usato solo citando l’autore Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 2.5 Italia License.

Vi racconto un sogno….

“Il mio quarto libro”

fronte2

Come molti di voi avranno già avuto modo di leggere nelle mie precedenti newsletter quest’anno è uscito il mio quarto libro, “La persistenza dell memoria”, un libro diviso in tre tempi come sotto tre aspetti si manifesta la mia scrittura.
La poesia è all’origine della mia creatività e attraverso essa ho trovato il modo di esprimere me stesso durante questi anni bui. In essa si nota una maturazione, sia per l’aspetto stilistico che nei temi.
Dalla prima raccolta “Gocce d’acqua in un mare di petrolio” alla seconda “In una sera di novembre” Si evidenziava già stata una evoluzione da parte mia: avevo spostato la lente d’ingrandimento da me al resto del mondo. Continua…

Continua a leggere “Vi racconto un sogno….”

La valle dell’amore (Farid al-Din ‘Attar)

10353028_817245628328082_5969251158102377005_n

La valle dell’amore… per entrare in questa valle bisogna tuffarsi interamente nel fuoco, o meglio bisogna esser fuoco, perché lì altrimenti non si potrebbe vivere. Colui che ama veramente ha da essere simile al fuoco, il viso infiammato, ardente e impetuoso come il fuoco. Per amare non si deve avere secondi fini; si deve esser pronti a gettare nel fuoco cento mondi

(Farid al-Din ‘Attar)

…Volevo essere ciò che non ero. Volevo essere un poeta e allo stesso tempo un borghese….

Un viandante nei pressi dell'Acqua Acetosa

‘Un viandante nei pressi dell’Acqua Acetosa’, Martinus Rørbye; 1835

Ma ho sprecato metà della mia vita nel tentativo di imitare la sua virtù. Volevo essere ciò che non ero. Volevo essere un poeta e allo stesso tempo un borghese. Volevo essere un artista ed un sognatore ma volevo anche possedere la virtù e godere della patria.E’ durato a lungo, fino a che ho compreso che non si può essere ed avere l’uno e la’altro insieme, ho compreso che io sono un nomade e non un contadino,un cercatore e non un depositario. A lungo mi sono mortificato al cospetto di dèi e di leggi che per me non erano altro che idoli. Questo fu il mio errore, il mio tormento, la mia complicità alla miseria del mondo.Io accrescevo la colpa e la pena del mondo facendo violenza a me stesso e non osando percorrere il cammino della salvezza. il cammino della salvezza non porta a destra né a sinistra, esso conduce nell’intimo del proprio cuore, e solo là è Dio, solo là è pace.

(Da Vagabondaggio – Hermann Hesse)