Il poeta non muore mai

alda-meriniI poeti vivono senza fare rumore.
Essi si muovono con la loro fragile carne,
guidata da una mente forte ma folle.

Nessuno si accorge della loro presenza,
né della loro assenza.

Eppure le loro parole pesano come pietra,
all’interno della membra del mondo.

E fanno la storia.

(dedicata ad Alda Merini)

Se ti è piaciuta questa poesia devi sapere che ho pubblicato il mio nuovo libro:

—-> La persistenza della memoria

Disponibile in Ebook o cartaceo.

Licenza

Licenza Creative Commons
Questo testo è di Proprietà intellettuale di Alessandro Bon può essere usato solo citando l’autore Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 2.5 Italia License.

Il poeta non muore mai

7132065_e21f5d07c2_m

I poeti vivono senza fare rumore.
Essi si muovono con la loro fragile carne,
guidata da una mente forte ma folle.

Nessuno si accorge della loro presenza,
né della loro assenza.

Eppure le loro parole pesano come pietra,
all’interno della membra del mondo.

E fanno la storia.

Se ti è piaciuta questa fiaba la puoi trovare nel mio nuovo libro:

                 La persistenza della memoria

Ordinalo on line o vai a richiederlo in libreria

Licenza

Licenza Creative Commons
Questo testo è di Proprietà intellettuale di Alessandro Bon può essere usato solo citando l’autore Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 2.5 Italia License.

Il poeta non muore mai (Poesia)

Alda_Merini_3

I poeti vivono senza fare rumore.
Essi si muovono con la loro fragile carne,
guidata da una mente forte ma folle.

Nessuno si accorge della loro presenza,
né della loro assenza.

Eppure le loro parole pesano come pietra,
all’interno della membra del mondo.

E fanno la storia.

(dedicata ad Alda Merini)

 

Licenza

Licenza Creative Commons
Questo testo è di Proprietà intellettuale di Alessandro Bon può essere usato solo citando l’autore Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 2.5 Italia License.

Il poeta non muore mai (poesia dedicata ad Alda Merini)


I poeti vivono senza fare rumore.
Essi si muovono con la loro fragile carne,
guidata da una mente forte ma folle.

Nessuno si accorge della loro presenza,
né della loro assenza.

Eppure le loro parole pesano come pietra,
all’interno della membra del mondo.

E fanno la storia.

(dedicata ad Alda Merini)

Il sacrificio del poeta. E la necessità del suo rispetto

Esiste un’arte, un’arte che viene citata dai più colti, un’arte che piace a tutti, ma che nessuno finanza, neppure comprando libri degli autori preferiti. E’ difficile essere un poeta, è difficile perché per esserlo devi avere un passato fatto di sofferenze, lacrime, amori sofferti, mancanza di affetti… e una vita che di solito nessuno si augura di vivere.

Alda Merini era povera. veniva sempre citata da migliaia di estimatori… decine di volte il numero dei suoi “finanziatori”, dei suoi lettori. Perché un poeta è un corpo oltre che un’anima, e un corpo ha le stesse necessità sia che appartenga ad un uomo della strada che al poeta stesso.

Quante lacrime ha dovuto versare il poeta per vedere il foglio bianco riempirsi di parole eterne, quel foglio che si scrive da solo, spesso in pochi secondi, ma che è il risultato di migliaia, milioni di secondi improduttivi, quelle parole che sono tue figlie, o meglio non le parole che appartengono alla lingua del tuo paese, ma l’ordine, il ritmo, le sensazioni che esse generano sono tue, solo tue, e se queste sanno essere d’ispirazione ad altre persone, tu sei ancora più felice, perché sai che hai saputo dare amore. Ma la poesia è un figlio, e ce ne sono tanti di figli, ma solo abbracciando il tuo ti senti orgoglioso e padre, e anche quando lui, o lei, saprà dare piacere carnale al suo compagno, resterà il fagottino appena uscito dalla madre, quel tenero esserino che ti da una sensazione che mai saprai dimenticare. Continua a leggere “Il sacrificio del poeta. E la necessità del suo rispetto”