Una donna è

donna-rosa-safe_imageCos’è una donna?

Un dolce seno su cui dormire,
una spalla su cui piangere,
un corpo da mangiare,
una bocca con cui parlare.

Dolci capelli,
grandi occhi rivolti al mondo,
seno grande e tondo,
gambe lunghe e affusolate.

Una donna è
la compagna di un viaggio,
la figlia dei padri,
la madre dei figli.

Una donna è
l’unico motivo di vita,
la speranza di vita eterna.

Una donna è:
tutto ciò che provo se bacio te.

 

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Un unico corpo diventato luce

amore-tantricoAccoglimi in te,
sii estasi della mia anima,
portale verso il mio arcano desiderio.

Ho bussato ad infinite porte,
ho attraversato, infinite corpi,
assaporando l’umidità accogliente che loro mi donavano.
Ma tu sola sai far manifestare in me
l’estasi che accompagna l’amplesso.

Avvolgimi, con la tua carne,
con le tue grandi labbra,
sii casa, amore, desiderio, vita.
Riempi il vuoto attorno a me,
con il tuo grembo e la tua energia.

Si ridesta la mia arte attraverso il tuo corpo,
il tuo amore è la mia gioia,
la tua passione la mia forza,
la tua energia la mia estensione.

Saremo una sola luce,
energia pura e alla fine accoglierai in me la mia creatività,
e io sarò pieno della tua.

Io fecondato dalla tua energia,
tu fecondata dalla mia.
Un unico corpo: diventato luce.

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Il popolo dell’arcobaleno.

India-Festival-Colori-11Gli Dei inventarono i colori, ma decisero di generarne solo tre: il rosso, il verde e il blu. Fu così che gli uomini iniziarono a adorare i colori quale dono a loro destinato.
Un giorno un sacerdote disse: “Il blu è il vero colore divino: è come il cielo che ci governa da lassù” Così decise che dalla sua religione venissero banditi gli altri due colori.
Un secondo sacerdote si oppose e annunciò: “Nel rosso c’è la vita: come il sangue scorre nelle nostre vene, nel rosso scorre la parola degli dei.”
Il verde rimase orfano di adoratori, e un uomo comprendendo il potere dell’idolatria iniziò a professare la religione del verde: “Perché in esso esiste l’armonia come nelle piante e nell’erba”
Da allora le tre religioni divisero l’umanità e fra di loro iniziarono grandi guerre affinché una religione si potesse imporre sulle altre.
Durante una guerra un artista si arrampicò su una montagna e osservò che durante gli scontri fra gli eserciti le loro armature sembravano mescolarsi e generare nuovi colori. Fu così che si procurò tutti i tre colori e unendoli ottenne centinaia di colori e tonalità diverse. Entusiasta decise di rendere pubblica la sua scoperta: i tre colori assieme ne generavano altri, e questo era il segno che gli dei non avevano inventato i colori perché restassero separati, così come non avevano inventato gli uomini perché restassero divisi fra loro, e unire persone diverse, così come i colori, dava un arcobaleno di emozioni e conoscenza.
I popoli furono colpiti da questa invenzione e altri cercarono di ripetere l’esperimento dell’artista, e comprendendo il suo messaggio: l’unione migliora i colori, e quindi anche gli uomini.
Preoccupati i sacerdoti decisero di intervenire: non si poteva permettere che l’umanità scoprisse il vero desiderio degli dei: l’unione e l’amore fra i popoli e le persone. Essi avevano creato tre colori non per dividere, ma per permettere ai loro figli di scoprire la molteplicità delle esperienze e sfaccettature della vita che potevano esistere.
Intervenne l’esercito e iniziò ad arrestare chiunque stesse diffondendone la scoperta. Sottrassero loro i colori, e imprigionarono l’artista stesso. Il quale fu condannato a morte per blasfemia. Un altro artista venne chiamato a dimostrare che tutto ciò che era stato creato era frutto di un trucco e non si potevano mescolare i colori: o si sarebbero creati gas mortali. E per dimostrarlo fecero morire decine di persone intossicate.
Il popolo, impaurito decise a maggioranza di credere ai sacerdoti, e di non sfidare l’esercito.
L’artista prima di morire chiese al popolo di non arrendersi alla monotonia e di combattere per unire i propri sforzi e per migliorare il mondo: come lui unì i colori si potevano unire gli uomini.
Da allora nacque una nuovo popolo: il popolo dell’arcobaleno. Questo non combatteva per separare i colori o gli uomini ma per creare colori sempre nuovi, e accettare sempre gli uomini che portavano nuova conoscenza nella loro vita.

Se ti è piaciuta questa poesia devi sapere che ho pubblicato il mio nuovo libro:

—-> La persistenza della memoria

Disponibile in Ebook o cartaceo.

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E’ forse amore

walking-womanMi alzo dal letto,
la nebbia avvolge la pianura,
così come la mia mente.

Esco di casa,
il mio viso è umido,
sembra stia piangendo.

Un cane mi rincorre,
gioca un po’ con me,
e poi mi abbandona.

La mia strada è là,
scatta il verde…
non lo vedo.

Penso ai tuoi occhi,
socchiusi di piacere…
alle tue labbra calde.

M’incammino lento,
non posso non pensarti…

Anche il cielo, ora limpido,
porta il mio pensiero a te,
all’azzurro dei tuoi occhi.

Intontito entro in un bar,
e chiedo un caffè…
riempio la tazzina di zucchero…

E’ forse amore…

 

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In una sera di novembre

silenzio (1)

In una sera di novembre
mi trovo a viaggiare
in un viale alberato.

Le foglie sembrano
un fuoco, il cui colore
mi ricorda Van Gogh.

Non c’è alcun rumore,
e gli alberi sembrano
unirsi all’orizzonte.

Il vento è fermo,
e la temperatura mite.
Non pare autunno.

Veloce s’alza la folata,
le foglie si staccano
dagli alberi inermi.

Ed io ne rimango travolto.

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