Il bacio

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Il bacio è un omaggio alla sessualità, la lingua esplora e conosce molto più a fondo di ogni altro organo. Quando ti bacio sento il tuo sapore, cambia in base a ciò che mangi, ma dentro di me è sempre uguale. Ruvide le papille gustative si incontrano, umida la tua lingua, e quando la sento muoversi dentro la mia bocca percepisco di cosa hai bisogno. Sento il tuo desiderio, la tua passione, o la tua dolcezza. A volte la tua lingua mi dice: voglio esser tua. Altre volte: prendimi e fammi sentire donna. Si muovono le lingue, e si esplorano, si parlano, cercano di capirsi, e di fare a loro modo l’amore, mentre fra le gambe i nostri sessi si cercano, desiderano unirsi, uno dentro l’altro, e altre sensazioni proveremo. Perché nel sesso l’uomo è accolto dalla donna, ma nel bacio ci si lascia esplorare, conoscere, capire. Ti giuro: a volte trascorrerei l’eternità a baciarti. 


© Alessandro Bon

Calipso (poesia)

Arnold Böcklin, Ulisse e Calipso, 1883

Me ne sto seduto su questi scogli,
guardando il mare, abbattersi sulle coste
con onde alte e dense di forza.

Penso a ieri notte,
e a come mi hai portato dentro te.

Tu come una dolce Calipso,
mi hai risucchiato fra le tue cosce.
E io Odisseo non ho saputo resisterti.

Me ne sto seduto su questi scogli,
guardando il mare,
mi prendi per mano e…andiamo.

Io ti seguo. E’ l’amore.

Sarei stato più povero

Lawrence Deprimo dona un paio di stivali a un senza tetto

Lawrence Deprimo dona un paio di stivali a un senza tetto

Sarei stato più povero
se non avessi dato cibo
agli ultimi.

Sarei stato più povero
se non avessi abbracciato
chi è solo.

Sarei stato più povero
avendo frequentato
solo i miei simili.

Sarei stato più povero
avendo deriso
i diversi.

Sarei stato più povero
rinchiuso nelle idee
degli altrui.

Sono più ricco
anche se non ho altro cibo
che per la mia anima.

© Alessandro Bon

 

Grazie per nostra figlia Musicata dal M° G. Marotta, pianista S. Felici

Grazie per nostra figlia

Seguire il mio seme,
mentre si insedia dentro te.
Vederlo germinare col tuo,
dando vita a nostra figlia.

Restare meravigliato mentre cresce dentro di te.
Percepire quello che provate entrambe.
Condividere il tuo dolore e il tuo benessere,
dolce madre dei miei figli.

Sopportare al tuo posto il dolore,
quando le doglie ti diranno che lei arriva,
per poi metterla al mondo.

Ma questo non potrò mai farlo,
e anche tu lo sai.

Lasciati almeno amare per tutta la vita,
perché possa ricambiare a quello che mi stai donando.

Notte d’Ulisse (poesia)

ulisse01Come barca io fui.
Gettai la rete
d’ oro i ricami
di seta le tele.

Come Ulisse
legato all’albero maestro
di un cuore razionale,
ma senza amore

Donna sirena,
il tuo canto mi ammalia,
le tue labbra carnose
i tuoi seni tondi.

Mangiai di te
E tu mangiasti di me.

Sudore con sudore,
bocca con bocca,
corpo con corpo,
anima con anima.

Ore passate a donare,
amore che lascia segni
in un’anima sola,
in un corpo imponente.

E ancora amore…

Oh, gli occhi socchiusi.
Oh, le labbra socchiuse.
Oh, brividi d’amore.

M’addormentai sul seno,
rifugio materno d’un uomo,
morbido cuscino d’amore.

Mi svegliai solo,
come barca abbandonata.

E come Ulisse,
ripresi a viaggiare,
cercando porti
su cui attraccare.

© Alessandro Bon