Da un’intervista a Carl Jung di Mircea Eliade

“Il problema centrale della psicologia è l’integrazione degli opposti. Lo si ritrova dovunque e a tutti i livelli. In Psicologia e alchimia mi sono occupato dell’integrazione di Satana. Perché, finché Satana non viene integrato, il mondo non è risanato né l’uomo redento. Ma Satana rappresenta il male: come può il male venire integrato? C’è una sola possibilità: assimilarlo, vale a dire sollevarlo al livello della coscienza. Questo si compie per mezzo di un processo simbolico molto complicato, che coincide grosso modo con il processo psicologico dell’individuazione. In alchimia questo processo si chiama congiunzione dei due principi. In realtà l’alchimia si assume e prosegue l’opera del cristianesimo; per gli alchimisti, il cristianesimo ha redento l’uomo ma non la natura, e il sogno dell’alchimista è di salvare il mondo nella sua totalità: la pietra filosofale era concepita come il filius macrocosmi, che redime il mondo, mentre Cristo, il filius microcosmi, ha redento l’uomo soltanto. Il fine ultimo dell’opus alchemico è l’apokatástasis, la salvazione cosmica”.
(Estratto da intervista a Jung di Mircea Eliade ad Eranos 1952 per la rivista “Combat: de la Résistance à la Révolution” del 9 ottobre 1952)

Carl Gustav Jung tratto dal documentario “Dal Profondo dell’Anima”

Carl JungEro costantemente alla ricerca di qualcosa di misterioso, mi immergevo nella natura, quasi mi confondevo nella sua stessa essenza fuori dal mondo degli uomini. Oggi, come allora, sono un solitario perché conosco e intuisco cose che gli altri ignorano e di solito preferiscono ignorare.

A 14 anni, durante le vacanze ai piedi del Rigi, mio padre mi mise in mano un biglietto e disse: ”Puoi andare sulla cima da solo”. Ero senza parole per la felicità. La locomotiva cominciò ad arrampicarsi verso altezze vertiginose dove abissi e paesaggi sempre mutevoli si spalancarono ai miei occhi finchè alla fine giunsi alla cima, e lì, in quell’aria insolitamente leggera contemplai inimmaginabili lontananze. “Si, è questo il mio mondo pensai, il vero mondo, quello segreto, dove non vi sono insegnanti e scuole e dove uno può essere senza dover chiedere nulla. Tutto era molto solenne e avvertivo la necessità di essere gentile e silenzioso perché mi trovavo nel mondo di DIO. Qui il suo mondo era tangibile.

Tutte le mie opere, tutta la mia attività creatrice, è sorta da quelle iniziali fantasie. Grande è la responsabilità umana verso le immagini dell’inconscio. Sbagliare a capirle o eludere la responsabilità morale che abbiamo verso di esse significa privare l’esistenza della sua interezza. Essere condannati a una vita penosamente frammentaria. Ho lavorato a questo libro per 16 anni.

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