Disegni Divini (Poesia)

 

 

 

 

 

 

Nascere per compiere un disegno.
Senza sapere su che tela devi dipingerlo.
Senza sapere quali pennelli devi usare.Vivere per raggiungere un obiettivo.
Senza sapere quale sia.
Senza sapere quando l’avrai raggiunto.Nessuno sa cosa comparirà sulla tela della vita.
Eppure spera di concludere il proprio disegno.

Il daimon nel Siddharta di Hesse

A volte percepiva, nella profondità dell’anima, una voce lieve, spirante, che piano lo ammoniva, piano si lamentava, così piano ch’egli appena se ne accorgeva. Allora si rendeva conto per un momento che viveva una strana vita, che faceva cose ch’erano un mero gioco, che certamente era lieto e talvolta provava gioia, ma che tuttavia la vita vera e propria gli scorreva accanto senza toccarlo. Come un giocoliere coi suoi arnesi, così egli giocava coi propri affari e con gli uomini che lo circondavano, li osservava, si pigliava spasso di loro: ma col cuore, con la fonte dell’essere suo egli non era presente a queste cose. E qualche volta egli rabbrividì a simili pensieri, e si augurò che anche a lui fosse dato di partecipare con la passione di tutto il suo cuore a questo puerile travaglio quotidiano, di vivere realmente, di agire realmente e di godere ed esistere realmente, e non solo star lì a parte come uno spettatore. (Tra gli uomini-bambini; Hermann Hesse – Siddharta)

La tela del ragno (poesie 2015)

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Un ragno tesseva la tela,
paziente disegnava la sua rete,
aspettando mite la cena.

Un colpo di vento spezzò i fili
e tutto quel lavoro parve sparire,
dondolando nella brezza serale.

Imperterrito continuò a realizzare il suo lavoro,
sembrava non preoccuparsi del danno,
era troppo importante finire l’opera.

Un bimbo osservandolo stupito
chiese al padre perché non si adirasse con il vento
che impunemente distruggeva la sua trappola.

Il vento allora baciò la fronte del padre
e dai suoi occhi cadde una lacrima
e si sentì più forte che mai.

 

Il bruco che aveva paura di diventar farfalla

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Un giorno due bruchi si incontrarono. Il primo era terrorizzato dal dover mutare in farfalla. Il secondo, era allegro e felice. Così Madre Natura chiese a loro: “Volete diventare farfalle?” Il primo non volle, il secondo accettò. Dopo qualche tempo si ritrovarono, ormai prossimi alla morte, il primo deluso dalla vita,…… il secondo felice di esser farfalla. Non abbiate paura dei cambiamenti: posso rivelarsi la migliore scelta della vostra vita

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Il destino del velista (poesia)

14683_233918670072355_2132048828_nPartii per mari,
dove l’unica certezza era il vento.

Mi trovai prigioniero,
di folate improvvise,
e di inerzie terribili.

Non si dovrebbe usare una vela,
se non si sa valutare il vento.
Non si dovrebbe lasciare il nido,
se non si sa vivere.

Ma se tutti questi “se” ci fermassero,
varrebbe la pena veleggiare?

© Alessandro Bon