destino

Il daimon nel Siddharta di Hesse

Postato il Aggiornato il

A volte percepiva, nella profondità dell’anima, una voce lieve, spirante, che piano lo ammoniva, piano si lamentava, così piano ch’egli appena se ne accorgeva. Allora si rendeva conto per un momento che viveva una strana vita, che faceva cose ch’erano un mero gioco, che certamente era lieto e talvolta provava gioia, ma che tuttavia la vita vera e propria gli scorreva accanto senza toccarlo. Come un giocoliere coi suoi arnesi, così egli giocava coi propri affari e con gli uomini che lo circondavano, li osservava, si pigliava spasso di loro: ma col cuore, con la fonte dell’essere suo egli non era presente a queste cose. E qualche volta egli rabbrividì a simili pensieri, e si augurò che anche a lui fosse dato di partecipare con la passione di tutto il suo cuore a questo puerile travaglio quotidiano, di vivere realmente, di agire realmente e di godere ed esistere realmente, e non solo star lì a parte come uno spettatore. (Tra gli uomini-bambini; Hermann Hesse – Siddharta)

Annunci

Autunno

Postato il

202951__close-up-wallpaper-autumn-autumn-wallpaper-leaves-leaf-wallpapers-leaves-wallpapers_pTriste mi pare l’autunno,
mi ricorda la mia vita,
mi ricorda le mie ferite.

Le foglie che cadono,
stordite dal vento
toccano terra nutrendola.

Alcune però, catturate,
volano via col vento,
nella fredda brezza.

Il ricordo non lasciano…
l’amore non lasciano…
la vita non lasciano…

Solo un ramo vuoto.

Se ti è piaciuta questa poesia devi sapere che ho pubblicato il mio nuovo libro:

—-> La persistenza della memoria

Disponibile in Ebook o cartaceo.

Licenza

Licenza Creative Commons
Questo testo è di Proprietà intellettuale di Alessandro Bon può essere usato solo citando l’autore Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 2.5 Italia License.

La tela del ragno (poesie 2015)

Postato il Aggiornato il

ragnaTela

Un ragno tesseva la tela,
paziente disegnava la sua rete,
aspettando mite la cena.

Un colpo di vento spezzò i fili
e tutto quel lavoro parve sparire,
dondolando nella brezza serale.

Imperterrito continuò a realizzare il suo lavoro,
sembrava non preoccuparsi del danno,
era troppo importante finire l’opera.

Un bimbo osservandolo stupito
chiese al padre perché non si adirasse con il vento
che impunemente distruggeva la sua trappola.

Il vento allora baciò la fronte del padre
e dai suoi occhi cadde una lacrima
e si sentì più forte che mai.

 

Il bruco che aveva paura di diventar farfalla

Postato il Aggiornato il

64672_10152410581865471_801584443_n

Un giorno due bruchi si incontrarono. Il primo era terrorizzato dal dover mutare in farfalla. Il secondo, era allegro e felice. Così Madre Natura chiese a loro: “Volete diventare farfalle?” Il primo non volle, il secondo accettò. Dopo qualche tempo si ritrovarono, ormai prossimi alla morte, il primo deluso dalla vita,…… il secondo felice di esser farfalla. Non abbiate paura dei cambiamenti: posso rivelarsi la migliore scelta della vostra vita

Licenza

Licenza Creative Commons
Questo testo è di Proprietà intellettuale di Alessandro Bon può essere usato solo citando l’autore Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 2.5 Italia License.

Il destino del velista (poesia)

Postato il

14683_233918670072355_2132048828_nPartii per mari,
dove l’unica certezza era il vento.

Mi trovai prigioniero,
di folate improvvise,
e di inerzie terribili.

Non si dovrebbe usare una vela,
se non si sa valutare il vento.
Non si dovrebbe lasciare il nido,
se non si sa vivere.

Ma se tutti questi “se” ci fermassero,
varrebbe la pena veleggiare?

© Alessandro Bon

L’aquilone (Poesia)

Postato il

Un bimbo trascinava un aquilone,
ed ero affascinato da quel filo
che legava gli attori
di una scena tante volte vista.

Il vento lo alzava nel cielo
e il fanciullo correva felice,
il cavo sembrava spezzarsi
donando la libertà al giocatolo.

I disegni lasciati nel cielo
da quel pittore improvvisato
non avevan senso.

Seppur azzurro il cielo era triste,
e piangeva la sofferenza dell’aquilone,
che disperato cercava in esso rifugio.

Un sibilo, una folata improvvisa,
e il bimbo cadde a terra
liberando il filo nell’aria.

Alto l’aquilone volò,
e nel chiarore del giorno scomparve,
lasciando di sé solo il ricordo
di un essere troppo legato al destino.

Misurare il valore del nostro Tempo su questa terra

Postato il Aggiornato il

Come si costruisce un futuro?

Da sempre l’uomo è attratto dal concetto di Tempo, e ha cercato di spiegarlo in ogni modo, ed utilizzando ogni metodo. Metafisica, filosofia, meccanica e fisica, non son ancora riusciti a darci un reale valore con il quale misurare la qualità del tempo.

Qual’è il vero valore del tempo?

Se è pur vero che la filosofia ci può far notare che il tempo scorre più o meno velocemente in base alle attività svolte, è vero anche che il nostro corpo si deteriora in base al tempo scientifico, studiato dalla fisica, e non dalla metafisica. Un’ora, signori è un’ora. Può essere noiosa o allegra, sembrare infinita o scorrere in un batter d’occhio, ma resta un’ora, sessanta risicati minuti.
Ma allora come possiamo migliorare la nostra permanenza su questo mondo?
Non son interessato certo a chiedermi cosa vi sia prima o dopo la vita terrena, ma a riflettere su questo percorso che ci è concesso di trascorrere come esseri umani.

Leggi il seguito di questo post »