Vi è un luogo nell’Universo in cui vengono raccolte tutte le lacrime del mondo. Il loro custode le ama follemente e le custodisce con cura, perché ognuna di queste lacrime raccoglie in sé tutta l’energia con cui si potrebbe realizzare un sogno. Così, quando è triste ne prende una e la getta a terra, e da quella lacrima nasce un fiore. E quell’acqua, salata e piena di sofferenza, simbolo di sofferenza e disperazione, si trasforma in un gesto d’amore. Perché ciò che è negativo, d’altra parte dello specchio è positivo. Perché nell’equilibrio dell’Universo, anche la più brutta esperienza può donarci un motivo per rifiorire.
(Alessandro Bon=




Vi era un vecchio sporco e con una barba lunga e incolta, i suoi abiti erano luridi, la sua pelle ricordava i fondali di quei laghi su cui da tempo non cade acqua, le sue unghie, lunghe e sporche, raccontavano l’incuria in cui era caduto da troppo tempo, i suoi occhi, semichiusi e tristi, erano scomparsi dietro il nero del grasso d’auto e lo sporco che gli segnava il viso, aveva denti gialli, e non tutti erano ancora presenti in quella bocca tanto maleodorante.