Moire (poesia)

Riparerò la mia anima
fatta d’acqua cristallina
con fili d’argento.

Cucirò assieme
il ghiaccio del mio cuore
e il fuoco che arde la mia mente.

Tesserò con la tela di un ragno
il mio destino.

E infine mi riscoprirò solo e fragile…
ma capace di creare il mio futuro.

(Alessandro Bon)

 

Anime gemelle (Poesia)

 

Se un giorno vedrò
il buio scendere sui tuoi occhi,
fa ch’io sia tua luce.

Se un giorno vedrò
il tuo passo esitare
fa ch’io sia tuo sostegno.

Se un giorno vedrò
la tua memoria perdersi
fa ch’io sia i tuoi ricordi.

Se un giorno io morirò
fa di te il luogo in cui dimorerò
per sempre.

Il guerriero che cacciò la propria ombra (Alessandro Bon)

Nelle praterie americane vi era un indiano Lakota che non riusciva a legare con nessuno all’interno della sua tribù. Era sempre triste e aveva mille paure. Si sentiva diverso dagli altri guerrieri, e mal sopportato. Fu per questo che una notte chiese a Wakan Tanka di distruggere la sua ombra: il suo lato oscuro.
Il dio generatore del mondo lo accontentò e la portò via con sé durante la notte.
Il guerriero non sapeva che l’ombra non era solo fonte di paure e di sconforto, ma era una parte fondamentale di sé. Cosa sarebbe stato senza questa parte della sua identità?
I giorni passavano e lui non temeva nulla e nessuno, combatteva contro i Crow, cacciava i bisonti come mai aveva fatto, era rispettato e temuto da tutti. Temuto si: perché non aveva paura di nulla. E chi non teme mette sgomento, suggestione. Così si ritrovò ancora solo, ancora evitato da tutti, e mentre prima i bambini lo adoravano, ora lo evitavano.
Ogni giorno che passava capiva che qualcosa non andava in lui, che era sempre felice: troppo su di giri. Non sapeva contenersi ed era violento e privo di pudore.
Da un certo lato questa nuova vita gli piaceva, ma quando si girava e vedeva che era privo di ombra capiva di non essere più lo stesso di prima.
Una sera pregò Wakan Tanka di restituirgli l’ombra, aveva anche bisogno di esser triste, aver paura, piangere, per essere un uomo… Spesso si impara di più nella sofferenza che nella felicità. E le sconfitte fanno maturare.
Il dio Sioux gli restituì l’ombra, che era impaurita e sola. Perché anche l’ombra ha bisogno di essere amata.

In fin dei conti un uomo senza ombra può essere un uomo vero?

 

Ali di plastica (Alessandro Bon)

2mxekokAvevo poggiato un paio d’ali su una finestra,
certo non avevan piume,
ma erano di plastica.

Quelle ali che alcuni mettono a carnevale,
soprattutto le bimbe per sembrar fate.
Non ricordo perché le avevo comprate,
non certo per me.

Avevo chiuso l’uscio della stanza,
e lasciato socchiuse le finestre,
poi, intorpidito dal sonno,
mi coricai a letto, solo come sempre.

Mi sveglia in cielo con immense ali d’aquila,
sorvolavo la pianura padana,
mi sentivo finalmente vivo,
leggero come un aliante.

Gli occhi vedevano il mondo di sotto,
il cuore batteva forte,
e finalmente capivo le proporzioni delle cose,
ma anche delle persone.

Ero a letto quando mi svegliai,
e non avevo più ali,
né d’aquila sulle spalle,
né da fata sulla finestra.

Giù, nel cortile, una bimba cantava,
le ali da fata la facevano sognare,
e io mi ricordai perché le avevo sulla finestra,
erano cadute dal piano di sopra sul terrazzo…

Eppure, ero stato aquila anch’io…
Pur sempre con ali da fata,
pur sempre con ali di plastica.

© Alessandro Bon

Nel grembo di Madre Natura

10427674_817730131612965_463447378000112775_nCulla il mare i nostri corpi,
le onde ci fanno oscillare,
come feti nel grembo,
come gemelli mai nati.

E’ Madre oggi il Mare,
e l’acqua è l’amnios,
e l’acqua da vita.

Son stata figlia anch’io,
madre non lo so.
Son stata figlia io.

Ti racconterò favole africane,
di terre verdi e vergini,
di grandi guerrieri,
di animali maestosi.

Saremo legati per sempre,
nel grembo di nostra madre,
nella ricerca di un futuro,
anche se tu non hai passato

© Alessandro Bon

Questa poesia è stata dedicata alla madre che morì assieme al figlio. Questi nacque mentre lei annegava e ritrovarono i loro corpi ancora legati con dal cordone ombelicale in quel 3 ottobre 2014

Se ti è piaciuta questa poesia devi sapere che questa è stata inserita nel mio nuovo libro:

—-> La persistenza della memoria

Disponibile in Ebook o cartaceo.

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