Il fiume

Il Gange

Il Gange

Nascere alla base di un monte.
Piccola sorgente d’acqua
che sale verso la cima.

Crescere mentre si sale,
nutrirsi di esperienze e sofferenze.
Aumentare la capacità di reagire
a ostacoli non previsti.

Spostarsi dal proprio letto,
adattarsi a dove ci è concesso scorrere.

Incontrare alberi fioriti o morti.
Lasciare morire chi lo vuole,
dare la vita a chi te la chiede.

E una volta in cima al monte,
ritrovarsi pieni di esperienze e d’amore.
Ma con nessun mare in cui poter sfociare.

Se ti è piaciuta questa poesia devi sapere che ho pubblicato il mio nuovo libro:

—-> La persistenza della memoria

Disponibile in Ebook o cartaceo.

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Vendemmia

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Piedi che affondano nel fango,
le mani che si sporcano di nero,
profumo di uva che mi inebria.

Vociare di persone vicino a me.
Serenità, vita, amore.

I bambini calpestano ridendo l’uva,
nei tini sotto i loro piccoli piedi
si dividono il mosto e la feccia.

La natura mi accoglie.

Di fronte a Lei
tutti siamo uguali.
Tutti siamo figli suoi.

Vorrei una vita con Lei.
Come Lei.

Se ti è piaciuta questa poesia sappi che è uscito il mio nuovo libro:

—-> La persistenza della memoria

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Per Dio (poesia)

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Per ogni chicco che getti,
tu preghi, o Dio,
che nasca una pianta.
Accudisci il piccolo germoglio,
come se fosse un figlio,
e l’innaffi di lacrime e sudore.

All’alba ti alzi,
al tramonto ti adagi,
per stare sui campi.

Le piante più dritte le lasci crescere sole,
quelle che vogliono lasciarsi cadere,
le riempi d’affetto.

E se ti darà un solo frutto,
maggiore sarà il tuo orgoglio,
per il figlio che avevi perduto.

Grazie Dio d’avermi capito.

Dal libro “In una sera di novembre” di Alessandro Bon

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L’Ispirazione del poeta (poesia)

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Da dove questa ispirazione?

Prova a bucare un cuore
con uno spillo appuntito.

Prova a fermare il sangue
con uno straccio bagnato.

Non puoi!

Come io non posso smettere di scrivere!

Dal libro “In una sera di novembre” di Alessandro Bon

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Le mani di un vecchio (poesia)

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Hai mai guardato il mondo dall’alto dei monti,
hai mai remato in canali che sembrano fermi,
ma che d’improvviso s’infuriano?

Hai mai cercato di capire
perché la pelle dei vecchi
diventa rugosa?

Il mondo è fatto di placche che si scontrano,
dando luogo a monti altissimi,
e fiumi che scavano letti profondi e meravigliosi.

Cerca di essere dolce coi vecchi.
Perché le loro mani sono rovinate,
dagli scontri dell’anima con il tempo.

Dal libro “In una sera di novembre” di Alessandro Bon

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