Ipse Dixit

Tolgono denaro ai poveri e ai deboli per sostenere i ricchi e i potenti. (Toro Seduto)

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È strano, ma vogliono arare la terra, e sono malati di avidità. Hanno fatto molte leggi, e queste leggi i ricchi possono infrangerle, ma i poveri no. Nella loro religione i poveri pregano, i ricchi no. Tolgono denaro ai poveri e ai deboli per sostenere i ricchi e i potenti. (Toro Seduto)

I politicanti sono i camerieri dei banchieri. (Ezra Pound)

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Noi vogliamo dunque abolire radicalmente la dominazione e lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo. (Errico Malatesta)

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“Noi vogliamo dunque abolire radicalmente la dominazione e lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, noi vogliamo che gli uomini affratellati da una solidarietà cosciente e voluta cooperino tutti volontariamente al benessere di tutti; noi vogliamo che la società sia costituita allo scopo di fornire a tutti gli esseri umani i mezzi per raggiungere il massimo benessere possibile, il massimo possibile sviluppo morale e materiale; noi vogliamo per tutti pane, libertà, amore, scienza

(…)”. Errico Malatesta

kahlil Gibran: “I vostri figli non sono i vostri figli”

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 “

Khalil Gibran

I vostri figli non sono i vostri figli. Sono i figli e le figlie della brama che la Vita ha di sé. Essi non provengono da voi, ma per tramite vostro, E benché stiano con voi non vi appartengono. Potete dar loro il vostro amore ma non i vostri pensieri,Perché essi hanno i propri pensieri. Potete alloggiare i loro corpi ma non le loro anime, Perché le loro anime abitano nella casa del domani, che voi non potete visitare, neppure in sogno. Potete sforzarvi d’essere simili a loro, ma non cercate di renderli simili a voi.Perché la vita non procede a ritroso e non perde tempo con ieri. Voi siete gli archi dai quali i vostri figli sono lanciati come frecce viventi.

L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell’infinito, e con la Sua forza vi tende affinché le Sue frecce vadano rapide e lontane. Fatevi tendere con gioia dalla mano dell’Arciere; Perché se Egli ama la freccia che vola, ama ugualmente l’arco che sta saldo.” (Il Profeta Gibran )

Il pensiero come nobiltà d’animo e l’azione come sua conseguenza. (Pascal vs Gandhi)

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Blaise Pascal

Tutta la nostra dignità consiste dunque nel pensiero. È con questo che dobbiamo nobilitarci e non già con lo spazio e con il tempo che non potremmo riempire. Studiamoci dunque di pensar bene: questo è il principio della morale. (Pensieri)

Mahatma Gandhi

Sono le azioni che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni. Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo. (Gandhi)

Cambiate il mondo senza che altri se ne rendano conto. Siate eroi silenziosi

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Siano le tue azioni piccole onde. Non far accorgere a nessuno che tu stai lavorando per cambiare il mondo. Ma sappi che il moto della tua vita, cambierà la tua realtà. (A.B.)

Un dono (Mahatma Gandhi)

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Prendi un sorriso,
regalalo a chi non l’ha mai avuto.
Prendi un raggio di sole,
fallo volare là dove regna la notte,
Scopri una sorgente,
fà bagnare chi vive nel fango
Prendi una lacrima,
passala sul volto di chi non ha mai pianto,
Prendi il coraggio mettilo nell’animo di chi non sa lottare

Scopri la vita
raccontala a chi non sà capirla,
Prendi la speranza
e vivi nella sua luce,
rendi la bontà,
e donala a chi non sà donare.
Scopri l’amore e fallo conoscere al mondo.
(Mahatma Gandhi)

Sul senso della vita

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Ognuno brucia la sua vita e soffre per il desiderio del futuro, per il disgusto del presente. Ma chi sfrutta per sé ogni ora, chi gestisce tutti i giorni come una vita, non desidera il domani né lo teme. Non c’è ora che possa apportare una nuova specie di piacere. Tutto è già noto, tutto goduto a sazietà. Del resto la sorte disponga come vorrà: la vita è già al sicuro. Le si può aggiungere, non togliere, e aggiungere come del cibo ad uno già sazio e pieno, che non ha più la voglia ma ancora la capienza. Non c’è dunque motivo di credere che uno sia vissuto a lungo perché ha i capelli bianchi o le rughe: non è vissuto a lungo, ma ha esistito a lungo. (“De brevitate vitae” Seneca).

Appena la gente è vecchia abbastanza per saperne di più, non sa proprio più niente perché dimentica tutto.
(O. Wilde)