Ci sono farfalle di ferro
il cui battito d’ali
dura pochi istanti.
Eppure,
i loro sono i battiti più rumorosi,
quelli che fanno breccia nell’anima.
Il cui suono rimane impresso nella storia.
(Dedicato a Janis Joplin)
Ci sono farfalle di ferro
il cui battito d’ali
dura pochi istanti.
Eppure,
i loro sono i battiti più rumorosi,
quelli che fanno breccia nell’anima.
Il cui suono rimane impresso nella storia.
(Dedicato a Janis Joplin)
Non piangere, amore,
non lasciarti abbattere,
io ci sarò sempre…
…raccoglierò le tue lacrime,
in vasi di porcellana,
distillerò la tua essenza,
a partire dall’acqua salata…
…pulirò il tuo viso,
con panni d’argento,
colorerò il mondo,
di primavera…
…sarò il tuo amante,
anche senza toccarti,
ti renderò felice,
ornando i prati di rose…
…saprò farti ridere,
usando solo la fantasia…
saremo come bambini,
che sanno divertirsi,
dopo grida e capricci…
…la mia assenza non ti peserà,
perché l’anima non ha più corpo,
se non quello della propria amata.
Un bimbo trascinava un aquilone,
ed ero affascinato da quel filo
che legava gli attori
di una scena tante volte vista.
Il vento lo alzava nel cielo
e il fanciullo correva felice,
il cavo sembrava spezzarsi
donando la libertà al giocatolo.
I disegni lasciati nel cielo
da quel pittore improvvisato
non avevan senso.
Seppur azzurro il cielo era triste,
e piangeva la sofferenza dell’aquilone,
che disperato cercava in esso rifugio.
Un sibilo, una folata improvvisa,
e il bimbo cadde a terra
liberando il filo nell’aria.
Alto l’aquilone volò,
e nel chiarore del giorno scomparve,
lasciando di sé solo il ricordo
di un essere troppo legato al destino.
Il grigio del cielo,
si specchia nel verde dell’acqua.
Il gabbiano abbassa il suo volo,
sorvolando la laguna da solo.
Non sembra dover scrosciare,
nessuno cerca un posto dove potersi rifugiare.
Il gabbiano sembra impazzire,
il suo canto diventa un pianto.
Il cielo che cambia,
cambia l’umore,
di un uomo che cerca,
ma non trova l’amore.