Conoscersi

550 (2)Avevo disegnato il tuo volto sulla neve,
eppure me lo ricordo ancora.
Di te mi aveva parlato la pioggia,
ma oggi è sereno.

Il tuo tremare sotto il mio corpo
lo ricordavo già,
ma mai ci eravamo amati.

Avevo già assaporato il tuo gusto,
come se in ogni frutto mangiato
ci fosse un po’ di te.

Il tuo profumo era nell’aria,
per questo le mie narici
lo conoscevano già.

Sapevo esattamente dove toccarti,
dove baciarti, come farlo,
e il tuo corpo riconosceva il mio.

Eravamo tutt’uno prima di amarci,
il mio corpo era già dentro te,
e il tuo già lo riceveva…

E’ la prima volta che ti amo,
e già so che sarà per sempre.

 

Se ti è piaciuta questa poesia devi sapere che ho pubblicato il mio nuovo libro:

—-> La persistenza della memoria

Disponibile in Ebook o cartaceo.

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Questo testo è di Proprietà intellettuale di Alessandro Bon può essere usato solo citando l’autore Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 2.5 Italia License.

“La persistenza della memoria”: anamnesi e nekyia nella scrittura di Alessandro Bon (di Lucia Guidorizzi)

fronteScrivere un libro può essere dettato da tanti motivi: amore per il raccontare, per il raccontarsi, per comunicare un messaggio e, ancor di più se si tratta di un libro di poesie, significa esporre in modo disarmato la parte più intima di noi, quella più segreta e vulnerabile.
Non ho mai creduto ai poeti che giravano intorno alle loro parole, che minuettavano con i loro versi in forme scopertamente narcisistiche.
Perché la parola sia fuoco, è necessario che ci bruci, e che lasci segni evidenti di questo incendio: ustioni, cicatrici, che rendono i nostri paesaggi interiori ricchi di affascinanti contrasti.
Alessandro Bon ci offre attraverso la sua scrittura poetica il suo coraggio e la sua fragilità, il coraggio con cui ogni giorno ingaggia un corpo a corpo coi suoi demoni interiori e la fragilità di un equilibrio duramente conquistato, ma sempre in bilico, poiché niente mai è definitivo.
Grande qualità presente in questo libro è la capacità di Alessandro Bon di entrare in profonda empatia con il vivente, sia esso uomo, donna, vecchio, bambino, animale o pianta, che gli permette d’interagire in profondità con l’Altro, che sempre è specchio di noi stessi e del nostro divenire. Per Alessandro vedere qualcuno che soffre, attiva immediatamente la sua area emotiva, creando una corrente emozionale tra lui e questa persona al punto di sentire il suo male dentro di sé.
Ogni uomo è alla ricerca della felicità, o perlomeno di un equilibrio, che renda possibile la capacità di abitare il nostro pianeta, ma questa ricerca si fa impossibile, se non siamo capaci di entrare in empatia col nostro prossimo.
Il viaggio presente in questo libro, attraverso i meandri della memoria, conduce Alessandro Bon a rievocare i momenti più bui della sua vita, in una sorta di Nekyia, discesa agl’Inferi, che gli permette di acquisire una consapevolezza nuova dei suoi limiti e di quelli degli altri.
Pertanto, il libro “La persistenza della memoria” coniuga in sé due aspetti importanti: l’anamnesi, ovvero la ricerca a ritroso della storia e del significato dell’esistenza, fino alle radici dell’Essere e la Nekyia, viaggio infero nelle profondità di se stessi, che fin dai tempi antichi i poeti hanno intrapreso (basti pensare ad Orfeo e Dante). Continua a leggere ““La persistenza della memoria”: anamnesi e nekyia nella scrittura di Alessandro Bon (di Lucia Guidorizzi)”

E’ forse amore

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Mi alzo dal letto,
la nebbia avvolge la pianura,
così come la mia mente.

Esco di casa,
il mio viso è umido,
sembra stia piangendo.

Un cane mi rincorre,
gioca un po’ con me,
e poi mi abbandona.

La mia strada è là,
scatta il verde…
non lo vedo.

Penso ai tuoi occhi,
socchiusi di piacere…
alle tue labbra calde.

M’incammino lento,
non posso non pensarti…

Anche il cielo, ora limpido,
porta il mio pensiero a te,
all’azzurro dei tuoi occhi.

Intontito entro in un bar,
e chiedo un caffè…
riempio la tazzina di zucchero…

E’ forse amore…

 

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Si

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Fiumi che si uniscono
per crescere insieme.
Acque che si ingrossano
nel letto di fertile terra.

Piante che crescono
rivolte verso il sole.
Come se il buon Dio
le guidasse all’unione.

Io rivolto a te,
una voce m’interroga…
lo vuoi…
Sì…

E’ l’eterno.

 

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Una donna è

donna-rosa-safe_imageCos’è una donna?

Un dolce seno su cui dormire,
una spalla su cui piangere,
un corpo da mangiare,
una bocca con cui parlare.

Dolci capelli,
grandi occhi rivolti al mondo,
seno grande e tondo,
gambe lunghe e affusolate.

Una donna è
la compagna di un viaggio,
la figlia dei padri,
la madre dei figli.

Una donna è
l’unico motivo di vita,
la speranza di vita eterna.

Una donna è:
tutto ciò che provo se bacio te.

 

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