Come déi che si ricongiungono

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Si aprono le carni
e in te entra sicura
quella parte di me che desideravi
e che io volevo facesse parte di te.

Si fa spazio, si apre una strada
fra le tue morbide pareti
e l’umidità che l’accoglie
mi rende felice.

Un brivido sale la schiena
nel vederti mordere le labbra
e la testa che pieghi all’indietro
nell’estasi dell’accoglienza.

Io e te, uniti in un unico corpo
come due pezzi di un puzzle,
come dei che si ricongiungono,
e rivivono la loro duplicità

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Per Dio (poesia)

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Per ogni chicco che getti,
tu preghi, o Dio,
che nasca una pianta.
Accudisci il piccolo germoglio,
come se fosse un figlio,
e l’innaffi di lacrime e sudore.

All’alba ti alzi,
al tramonto ti adagi,
per stare sui campi.

Le piante più dritte le lasci crescere sole,
quelle che vogliono lasciarsi cadere,
le riempi d’affetto.

E se ti darà un solo frutto,
maggiore sarà il tuo orgoglio,
per il figlio che avevi perduto.

Grazie Dio d’avermi capito.

Dal libro “In una sera di novembre” di Alessandro Bon

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Le mani di un vecchio (poesia)

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Hai mai guardato il mondo dall’alto dei monti,
hai mai remato in canali che sembrano fermi,
ma che d’improvviso s’infuriano?

Hai mai cercato di capire
perché la pelle dei vecchi
diventa rugosa?

Il mondo è fatto di placche che si scontrano,
dando luogo a monti altissimi,
e fiumi che scavano letti profondi e meravigliosi.

Cerca di essere dolce coi vecchi.
Perché le loro mani sono rovinate,
dagli scontri dell’anima con il tempo.

Dal libro “In una sera di novembre” di Alessandro Bon

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Nel ring (poesia)

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Nel ring della vita,
son fermo a prendere pugni,
da un destino nefasto e stupido.

Mi distrugge l’esistenza,
facendomi sputare sangue
e rinunciare alla felicità.

Il sangue che cade,
leggero si appoggia sul tappeto,
e il pugile lo osserva esterrefatto.
La sofferenza non basta a fermarlo.

Il sangue non coagula,
si trasforma, rigenera.
Ne rinascono parole:
l’odio scompare, e lui vede Dio.

Ma l’ultimo pugno l’uccide.

Nel ring della vita il pugile muore,
e rinasce come poeta.

Dal libro “In una sera di novembre” di Alessandro Bon

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Araba Fenice (Poesia)

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Vorrei rinascere,
per vedere se riesco
a non incontrare
i miei mostri.

A non fare i miei sbagli
ad evitare certe persone,
a conservare certe amicizie.
Ad amare almeno una donna.

Vorrei rinascere per vedere
se nasco normale,
e se riesco a godermi
la vita.

Anche se so di non essere
l’Araba Fenice.

Dal libro “In una sera di novembre” di Alessandro Bon

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