Ode alla Vita di Martha Medeiros

Lentamente muore
chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle “i”
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita, di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.

Soltanto l’ardente pazienza
porterà al raggiungimento
di una splendida felicità.
— Martha Medeiros

Il sacrificio del poeta. E la necessità del suo rispetto

Esiste un’arte, un’arte che viene citata dai più colti, un’arte che piace a tutti, ma che nessuno finanza, neppure comprando libri degli autori preferiti. E’ difficile essere un poeta, è difficile perché per esserlo devi avere un passato fatto di sofferenze, lacrime, amori sofferti, mancanza di affetti… e una vita che di solito nessuno si augura di vivere.

Alda Merini era povera. veniva sempre citata da migliaia di estimatori… decine di volte il numero dei suoi “finanziatori”, dei suoi lettori. Perché un poeta è un corpo oltre che un’anima, e un corpo ha le stesse necessità sia che appartenga ad un uomo della strada che al poeta stesso.

Quante lacrime ha dovuto versare il poeta per vedere il foglio bianco riempirsi di parole eterne, quel foglio che si scrive da solo, spesso in pochi secondi, ma che è il risultato di migliaia, milioni di secondi improduttivi, quelle parole che sono tue figlie, o meglio non le parole che appartengono alla lingua del tuo paese, ma l’ordine, il ritmo, le sensazioni che esse generano sono tue, solo tue, e se queste sanno essere d’ispirazione ad altre persone, tu sei ancora più felice, perché sai che hai saputo dare amore. Ma la poesia è un figlio, e ce ne sono tanti di figli, ma solo abbracciando il tuo ti senti orgoglioso e padre, e anche quando lui, o lei, saprà dare piacere carnale al suo compagno, resterà il fagottino appena uscito dalla madre, quel tenero esserino che ti da una sensazione che mai saprai dimenticare. Continua a leggere “Il sacrificio del poeta. E la necessità del suo rispetto”

Ode alla Vita di Martha Medeiros

Lentamente muore
chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle “i”
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita, di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.

Soltanto l’ardente pazienza
porterà al raggiungimento
di una splendida felicità.
— Martha Medeiros