Sono una donna (Joumana Haddad)

libera-catene-tramontoNessuno può immaginare
quel che dico quando me ne sto in silenzio
chi vedo quando chiudo gli occhi
come vengo sospinta quando vengo sospinta
cosa cerco quando lascio libere le mani.
Nessuno, nessuno sa
quando ho fame quando parto
quando cammino e quando mi perdo,
e nessuno sa
che per me andare è ritornare
e ritornare è indietreggiare,
che la mia debolezza è una maschera
e la mia forza è una maschera,
e quel che seguirà è una tempesta.
Credono di sapere
e io glielo lascio credere
e io avvengo.
Hanno costruito per me una gabbia affinché la mia libertà
fosse una loro concessione
e ringraziassi e obbedissi.
Ma io sono libera prima e dopo di loro,
con loro e senza loro
sono libera nella vittoria e nella sconfitta.
La mia prigione è la mia volontà!
La chiave della mia prigione è la loro lingua
ma la loro lingua si avvinghia intorno alle dita del mio
desiderio
e il mio desiderio non riusciranno mai a domare.
Sono una donna.
Credono che la mia libertà sia loro proprietà
e io glielo lascio credere
e avvengo.

Raccontami (Poesia)

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Raccontami cosa provi quando ti bacio.
Quando io, grande e imponente, ti abbraccio.

Descrivimi cosa provi se entro dentro te,
e dove vuoi che io ti baci.

Rendimi partecipe delle tue paure di donna,
e dei piaceri della tua vita.

Fa che ogni giorno che sto con te,
riesca a renderti felice.

Solo così noi due saremmo una cosa sola.

Ma permettimi di fare lo stesso con te,
altrimenti la mia sarà una pura resa.

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Funeral Blues (Wystan Hugh Auden)

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Foto di Erwin Olaf Springveld

Fermate gli orologi, tagliate i fili del telefono
E regalate un osso al cane affinché non abbai,
Faccia silenzio il pianoforte e tacciano i risonanti tamburi
Che avanzi la bara, che vengano gli amici dolenti.

Lasciate che gli aerei volteggino nel cielo

E scrivano l’odioso messaggio lui è Morto,
Guarnite di crespo il collo bianco dei piccioni e
Fate che il vigile urbano indossi lunghi guanti neri.

Lui era il mio Nord, era il mio Sud , era l’Oriente e l’Occidente,
I miei giorni di lavoro, i miei giorni di festa,
Era il mezzodì, la mia mezzanotte, la mia musica, le mie parole;
Credevo che l’amore potesse durare per sempre: era un’illusione.

Offuscate tutte le stelle perché non le vuole più nessuno;
Buttate via la luna e tirate giù il sole;
Svuotate gli oceani e abbattete gli alberi.
Perché da questo momento niente servirà più a niente.

Il musicista (poesia)

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Luci sulla platea,
luci su di te,
luci sul direttore.

Note che escono
come figli da madri,
come amanti dal letto.

Applausi attorno a te,
applausi solo per te.
La gente ti ama.

Anch’io vorrei…
sentirmi circondato
d’ amore infinito
di popolo acclamante.

Anch’io che scrivo
poesie con penna
magica e immortale,
vorrei questo calore.

Oh, poeta, povero
illuso che crede
di essere autore
di versi d’amore.

Chi sei tu?
Figlio di arte minore,
dimenticata dall’uomo
e priva di virtù.

Se ti è piaciuta questa poesia devi sapere che ho pubblicato il mio nuovo libro:

—-> La persistenza della memoria

Disponibile in Ebook o cartaceo.

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Lo stupro (poesia)

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Ratto delle Sabine (Giambologna)

 

Navi all’orizzonte,
soldati armati cingono la città.

Il bestiame entra assetato di sangue,
privo di sentimenti, penetra le carni.

Ed io, in un momento,
dimentico il tuo caldo corpo:
per sempre.

—-> La persistenza della memoria

Disponibile in Ebook o cartaceo.

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