Forte (Poesia)

Costruire dighe,
per fermare fiumi agitati.
E vederle abbattere
dalle tempeste.

Tessere ragnatele,
per imbrigliare venti feroci.
E vederle spazzare via
da un tornado.

Fare di tutto
per sentirsi difesi.

Guardarsi allo specchio piangendo,
ma rendersi conto
di essere sempre più forti.

 

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Il trapezista (poesia)

Instabilità,
non riesco a trovare un appiglio,
gira il corpo,
gira la testa.
Gli occhi si aprono,
il sogno è realtà,
– sospeso nel vuoto
un applauso –
Le luci si accendono
gli spalti gremiti
Io sono l’eroe.
Afferro il trapezio,
oscillo nel vuoto
silenzio!
Sorpresa…
Un rumore metallico,
un altro appiglio,
l’applauso si accende.
In balia del fato,
un piccolo errore,
potrei morire.
Mi lancio nel vuoto.
Gli occhi si aprono
sono solo – non temo più il futuro.

Le mani di un vecchio, Musica M. G. Marotta, Pianista S. Felici

Hai mai guardato il mondo dall’alto dei monti,
hai mai remato in canali che sembrano fermi,
ma che d’improvviso s’infuriano?

Hai mai cercato di capire
perché la pelle dei vecchi
diventa rugosa?

Il mondo è fatto di placche che si scontrano,
dando luogo a monti altissimi,
e fiumi che scavano letti profondi e meravigliosi.

Cerca di essere dolce coi vecchi.
Perché le loro mani sono rovinate,
dagli scontri dell’anima con il tempo.

L’Ispirazione del poeta (Poesia)

Da dove questa ispirazione?

Prova a bucare un cuore
con uno spillo appuntito.

Prova a fermare il sangue
con uno straccio bagnato.

Non puoi!

Come io non posso smettere di scrivere!

Licenza e Diritto d’Autore

Ode alla Vita di Martha Medeiros

Lentamente muore
chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle “i”
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita, di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.

Soltanto l’ardente pazienza
porterà al raggiungimento
di una splendida felicità.
— Martha Medeiros