Ama il mio corpo (Alessandro Bon)

Non pensare a me
come a un poeta
se questo ti impedisce di amarmi.

Non credere che io sia un filo d’erba
travolto dalla tempesta,
So essere anche quercia,
se la vita lo chiede.

So essere anche aquila,
se ho il vento a favore.

Non sono solo anima,
ma corpo caldo che ama,
ama amare ed essere amato.

Non pensare a me
come ad un poeta
se questo ti impedisce di osare.

Ama questo mio corpo,
seppur non bello,
seppur imperfetto ,
egli porta in sé la mia anima
.

Se ti è piaciuta questa poesia devi sapere che ho pubblicato il mio nuovo libro:

—-> La persistenza della memoria

Disponibile in Ebook o cartaceo.

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“Gocce d’acqua in un mare di petrolio”: il primo titolo pubblicato

Gocce d'acqua in un mare di petrolio

La prima raccolta di poesie dell’autore.

Le poesie vennero scritte fra il 1995 e il 2001. Un percorso di dolore attraversato dalla solitudine, la depressione e la disperazione di un giovane uomo che non conosceva ancora l’amore. Liriche che abbracciano temi come l’amore, il rapporto con dio e la religione, una poesia intima che guarda con interesse lo scopo della vita, uno scopo che pare non esserci per l’autore.

La raccolta si apre con la tetralogia delle stagioni. Nella lirica Autunno viene cercato il senso della vita:  “Le foglie che cadono, | stordite dal vento | toccano terra nutrendola. / Alcune però, catturate, | volano via col vento, nella fredda brezza”. In queste parole l’autore esprime la propria disperazione e il senso di vuoto che lo affligge,  con versi che sembrano voler ripercorrere le ultime tre strofe della poesia di Eugenio Montale Non recidere, forbice, quel volto”, che così il Nobel chiudeva:E l’acacia ferita da sé scrolla | il guscio di cicala | nella prima belletta di Novembre.”  Al vento che cattura la foglia e la porta lontana da quella solitudine il compito di lasciare un po’ di speranza al lettore. Continua a leggere ““Gocce d’acqua in un mare di petrolio”: il primo titolo pubblicato”