Lentamente muore (Martha Medeiros)

4192457047_e0948a1241_bLentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.

Il destino del velista (Poesia)

Partii per mari,
dove l’unica certezza era il vento.

Mi trovai prigioniero,
di folate improvvise,
e di inerzie terribili.

Non si dovrebbe usare una vela,
se non si sa valutare il vento.
Non si dovrebbe lasciare il nido,
se non si sa vivere.

Ma se tutti questi “se” ci fermassero,
varrebbe la pena veleggiare?

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Il senso della vita sta nel sorriso di un bimbo, senza mai rimpianti per il passato

E’ un po’ di giorni che mi chiedo cosa potrei scrivere su questo blog, oltre alle poesie e alle fiabe, che in questi giorni pubblico, vorrei metter giù qualcosa di più strutturato, perché le sopracitate opere non mi costano fatica nell’esprimerle, le scrivo in meno di 30 secondi, eppure sono il risultato di un continuo pensiero che si rielabora, che cambia, che cresce, che mi fa apparire immagini e sognare ad occhi aperti… Che sia matto?

Matto lo sono, è conclamato, ma non credo di essere né inferiore né superiore a chicchessia, ma troppo spesso mi ritrovo a chiedermi cosa sarebbe stato della mia vita se non fossi stato malato?

Avete presente la trasmissione “Il Bivio” di Enrico Ruggeri?…ma quanti di questi bivi avete avuto voi nella vostra vita? Continua a leggere “Il senso della vita sta nel sorriso di un bimbo, senza mai rimpianti per il passato”