La passione di Ornella (Nina Vanigli) Mia personale recensione

La passione di Ornella

“La passione di Ornella” è un libro che mi è stato consigliato dall’amica Martina Galvani che collaborando con la piccola casa editrice “Lettere animate” ha conosciuto l’autrice Nina Vanigli.

Non ho mai letto un romanzo erotico, partiamo da questo presupposto, non sapevo cosa dovevo aspettarmi dalla sua trama, né che sensazioni ne avrei ricavato. Forse avevo anche dei pregiudizi, legati più alla mia educazione che al testo di per sé, ma ora, appena finito di leggere questo bel libro posso dire che è un romanzo che può dare molto ad un appassionato di buona lettura.

La trama è forte, raccontata con durezza, e senza troppi filtri, dall’autrice, una storia fatta di sesso certo, ma anche di sensazioni forti che provano i personaggi e in cui cade inevitabilmente il lettore, e, infine, di amore. Un amore con la “a” minuscola e malato per molti aspetti.

Due i personaggi principali: Ornella ed Alessandro. Ornella mi ha regalato sensazioni che vanno dal disgusto per la sua sudditanza verso Alessandro, alla speranza di un futuro migliore, alla più pura delusione verso di lei, ad un personale senso di colpa. Lei è una donna succube del suo uomo, che trova nel sesso l’unico motivo per attirare e legare gli uomini a sé. Alessandro è un bruto, corrotto nell’anima e privo di scrupoli, e come tutto ciò che rappresenta il male, è bello e desiderabile. La loro relazione, le umiliazione inferte da Alessandro ad Ornella sono il collante della prima parte del romanzo, un’umiliazione fatta di sesso privo di amore e di rispetto. Ornella è vittima di sé stessa, di una mancanza totale di comprensione del termine “AMORE”, di una visione distorta della realtà. Talmente distorta da portarla ad accettare tutto e a subire ogni umiliazione, e a rinunciare da quel’unica via d’uscita che le è stata procurata da un’amica.

Il finale è tremendo. Un taglio netto alla trama, un fendente al cuore del lettore. Che si trova di fronte l’ennesima emozione prodotta da Nina: un enorme senso di colpa… “Forse ho sbagliato anch’io a giudicarla”

Questa è stata la mia ultima e definitiva domanda.

Nel ring (Poesia)

hilaryswankNel ring della vita,
son fermo a prendere pugni,
da un destino nefasto e stupido.

Mi distrugge l’esistenza,
facendomi sputare sangue
e rinunciare alla felicità.

Il sangue che cade,
leggero si appoggia sul tappeto,
e il pugile lo osserva esterrefatto.
La sofferenza non basta a fermarlo.

Il sangue non coagula,
si trasforma, rigenera.
Ne rinascono parole:
l’odio scompare, e lui vede Dio.

Ma l’ultimo pugno l’uccide.

Nel ring della vita il pugile muore,
e rinasce come poeta.

 

Di seguito riporto lo spartito che ha composto il Maestro Giuseppe Marotta per questa mia Lirica. Entrambi son coperti da copyright.

Il Lido di Venezia (poesia)

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Photo di Francesca Ferronetti ©

Striscia di terra che divide
la guerra del mare contro gli scogli,
e il placido riposo della Laguna
nella triste Venezia Italica.

Ricorda la pubertà, lembo di tempo
che divide il bimbo giocoso,
dall’uomo che si arrampica
nei muri umidi della vita.

La storia di questa gloriosa città,
che piombava feroce sui nemici
abbattendone le mura,
ed oggi, in metastasi, aspetta la morte.

©  Poesia Alessandro Bon ©

Musica scritta dal Maestro Giuseppe Marotta (Copyright Alessandro Bon)

Esecuzione della  Pianista Serena Felici

David e Golia (Poesia)

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David di Michelangelo (

Prendi la pietra Davide,
spaccagli la testa.

Tu puoi vincere Davide,
lanciagli la pietra.

Lui è imponente e ti è davanti,
lasci che avanzi?

Uccidi Davide fatti uomo,
uccidi Davide fatti Santo.

 

© Alessandro Bon

In nome di Dio, andatevene! Il popolo italiano come Oliver Cromwell

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Voi, sporche prostitute, non avete forse sporcato questo sacro luogo, trasformato il tempio del Signore in una tana di lupi con i vostri principi immorali e atti malvagi? Siete diventati intollerabilmente odiosi per l’intera nazione; il popolo vi aveva scelto per riparare le ingiustizie, siete voi ora l’ingiustizia! Ora basta! Portate via la vostra chincaglieria luccicante e chiudete le porte a chiave. In nome di Dio, andatevene!”.

Oliver Cromwell, 20 aprile 1653