Giardiniere, apri la porta del giardino (Zaher Rezai)

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“Sono talmente tante volte approdato alla barca del tuo amore
che o raggiungerò il tuo amore o morirò annegato
Giardiniere, apri la porta del giardino;
io non sono un ladro di fiori,
io stesso sono diventato fiore,
non vado in cerca di un fiore qualsiasi”.

Zaher Rezai, nato in Afghanistan e venuto a morire sotto le ruote di un Tir alla periferia di Mestre

Come la neve

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Come neve che cade
su strade bagnate
è la vita mia.

© Alessandro Bon

Mi sento in trappola. (Poesia)

10922348_862203750498936_8150616719460792585_oShafilea fu uccisa a 17 anni perché rifiutò un matrimonio combinato dai genitori. Le misero un sacchetto di plastica in testa e la lasciarono agonizzare fino alla morte. Lei si considerava inglese, e voleva scegliere da sé chi sposare e chi amare)

Era il mio ultimo anno di scuola,
felice con i miei amici avevo un sacco da fare.

Ma poi è arrivato il giorno in cui tutto è cambiato.
Sono arrivata a casa, sembrava un giorno come tanti,
ma c’era qualcosa che non andava.

Avrei voluto cambiare le cose,
ammazzarmi piuttosto,
avrei voluto essere già morta.

Perché in petto ho un peso che non se ne vuole andare

(Shafilea Ahmed)

L’estasi fra le tue labbra

10426904_821895697863075_7734093741500008976_nOmaggio le tue labbra
assaporo la tua lingua
esploro il tuo piacere
mentre raggiungo l’estasi

© Alessandro Bon

Il destino del velista

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Partii per mari,
dove l’unica certezza era il vento.

Mi trovai prigioniero,
di folate improvvise,
e di inerzie terribili.

Non si dovrebbe usare una vela,
se non si sa valutare il vento.
Non si dovrebbe lasciare il nido,
se non si sa vivere.

Ma se tutti questi “se” ci fermassero,
varrebbe la pena veleggiare?

© Alessandro Bon

Immagine The Flying Merchant © Christian Schloe

Questa poesia è contenuta nella raccolta “In una sera di novembre